Da oggi, 1° novembre 2026, il price cap in senso stretto sui carburanti non è più in vigore. IP e Tamoil hanno concluso le misure di calmieramento il 31 ottobre, mentre Eni e Q8 continuano con un monitoraggio flessibile dei prezzi.
Secondo la rilevazione del Mimit del 1° novembre, il prezzo medio al self-service sulla rete stradale è di 2,010 euro al litro per la benzina e 2,241 per il gasolio. Gli impianti con benzina sotto i 2 euro sono 16.336, circa l’82% del totale. Per il gasolio, 8.432 distributori (42%) applicano prezzi inferiori a 2,20 euro. In autostrada il prezzo medio self è di 2,036 euro per la benzina e 2,287 per il gasolio.
Il meccanismo del tetto e le scelte delle compagnie
Il tetto fu introdotto da Eni a fine settembre, con un livello fisso di 1,99 euro/litro per la benzina e 2,19 per il diesel. La soglia del gasolio salì poi a 2,25 euro per il rientro delle accise, dopo il taglio temporaneo disposto dal governo. Eni ha esteso la misura oltre il 31 ottobre e nel comunicato indica il tetto «attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina», precisando: «monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo».
Anche Q8, dopo la visita della premier Giorgia Meloni in Kuwait, ha annunciato il prolungamento fino al 31 dicembre, ma con livelli mobili. Nella nota del 26 ottobre Q8 Italia ha scritto: «Q8 Italia si riserva di definire le modalità applicative della misura, tenendo conto dell’evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento». IP e Tamoil, invece, non hanno rinnovato l’iniziativa. Tamoil Italia, che a inizio ottobre aveva adottato «una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio», ha fatto scadere la politica di calmieramento ieri.
Cosa resta in vigore su accise e prezzi consigliati
Il taglio delle accise, che aveva abbassato i listini di circa 4,9 centesimi al litro IVA inclusa, è già rientrato. Al 29 ottobre, secondo i dati di settore, Eni vendeva la benzina self-service a 1,991 euro/litro, IP a 2,013, Q8 a 1,995 e Tamoil a 2,017. Sul diesel, Eni era a 2,191, IP a 2,255, Q8 a 2,227 e Tamoil a 2,277.
Le quotazioni del petrolio, dopo aver superato i 120 dollari al barile, si attestano intorno ai 115 dollari e restano soggette a oscillazioni. Al 30 ottobre, circa metà delle 22.000 stazioni di servizio italiane applicava un tetto. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il 2 ottobre, aveva detto: «Sono fiera che tre società, Eni, Socar e Q8 abbiano aderito» all’appello del governo «e che a queste oggi si sia aggiunta la libica Tamoil, che voglio ringraziare».






