Bianchi, la più antica fabbrica di biciclette italiana ancora attiva, ha depositato il 30 settembre 2026 una richiesta di composizione negoziata della crisi presso il registro delle imprese. La notizia è stata rivelata dal sito specializzato Escape Collective in un’intervista all’amministratore delegato ad interim Tony Grimaldi. La storica azienda bergamasca affronta un debito di circa 100 milioni di euro e perdite in crescita, in un mercato della bicicletta segnato da eccesso di offerta e domanda debole.
Un mercato saturo e la domanda che manca
Dopo il boom della pandemia, il mercato della bicicletta è caratterizzato da un eccesso di offerta e una domanda debole. Tony Grimaldi ha spiegato che «l’attuale crisi non è paragonabile a quella che si era innescata tra il 2008 e il 2009 perché oggi è la domanda che manca: tanti nostri concorrenti hanno abbassato i prezzi pur di vendere e hanno eroso ulteriormente nostre quote di mercato». Il presidente Salvatore Grimaldi ha aggiunto che la domanda si è fermata di colpo e ha mandato in crisi tutto il settore. Quest’estate un grande produttore olandese, Accell Group, è stato dichiarato fallito dopo essere stato acquisito dal fondo Kkr per 1,56 miliardi di euro nel 2022.
L'attuale crisi non è paragonabile a quella che si era innescata tra il 2008 e il 2009 perché oggi è la domanda che manca: tanti nostri concorrenti hanno abbassato i prezzi pur di vendere e hanno eroso ulteriormente nostre quote di mercato
Tony Grimaldi, Amministratore delegato ad interim di Bianchi
I conti di Bianchi: 100 milioni di debiti e lo stabilimento a un quarto delle possibilità
L’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2024, mostra un debito di circa 100 milioni di euro, di cui 64,3 milioni verso le banche, a fronte di un fatturato di 114,4 milioni. Tra il 2023 e il 2025 l’azienda ha perso circa 28 milioni: 7,3 nel 2023, 7,7 nel 2024 e circa 13 nel 2025. A fine 2024 in magazzino c’erano 51 milioni di euro di prodotto. La nuova fabbrica di Treviglio, inaugurata a giugno 2024 con un investimento di oltre 40 milioni e una capacità di mille biciclette al giorno, oggi lavora a circa un quarto delle sue possibilità. «Abbiamo creato la fabbrica di biciclette più bella al mondo ma che oggi produce senza vendere», ha detto Salvatore Grimaldi.

La procedura e i lavoratori: cassa integrazione e misure protettive
La composizione negoziata è uno strumento distinto dal fallimento e dal concordato preventivo: consente alle imprese in squilibrio patrimoniale o economico-finanziario di cercare un risanamento con l’aiuto di un esperto indipendente. La Camera di Commercio di Bergamo ha nominato l’avvocato Eugenio Bissocoli come mediatore. Secondo Bicycle Retailer, ripreso da Bikeitalia, il Tribunale di Bergamo il 16 ottobre ha confermato le misure protettive, che bloccano le azioni dei creditori su impianti, conti e magazzino per quattro mesi, fino a fine gennaio 2027, prorogabili fino a fine maggio. Le biciclette continuano a essere prodotte e spedite, e il management resta in carica.
A Treviglio lavorano 160 dipendenti diretti e una decina di interinali; Bikeitalia indica un organico di 171 dipendenti. Simone Grisa della Fiom Cgil ha dichiarato che per i lavoratori sono iniziate 13 settimane di cassa integrazione ordinaria che finiranno il 22 novembre. E ha aggiunto: «Nessuno si aspettava la procedura ma qualche segnale di preoccupazione lo avevamo colto, come la cassa integrazione chiesta anche nel 2025 e di nuovo nella prima parte del 2026. Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione». Il nuovo piano industriale prevede di ridurre gli investimenti sulle ebike e rivedere la presenza nei mercati e l’organico.
Il 29 ottobre Bianchi e il team Bahrain Victorious hanno interrotto consensualmente la collaborazione iniziata a inizio 2026, con il team che dal 2027 correrà su bici Factor. Bianchi è il secondo storico marchio italiano a soffrire dopo Campagnolo, che ha confermato 90 esuberi su 259 dipendenti.







