Il 4 novembre 2026 l’Irccs Policlinico di Sant’Orsola di Bologna ha annunciato i primi trapianti al mondo di rene eseguiti su pazienti iperimmuni grazie a un farmaco innovativo anti-rigetto. Lo riferisce Il Resto del Carlino. Roberto Mazzotti, il paziente 1, e Maria-Chiara Negri, la paziente 3 al mondo, erano in lista d’attesa da 13 anni.
La notizia è stata presentata il 4 novembre 2026 nella sala Grazia Cherchi della Regione Emilia-Romagna, in viale Aldo Moro 52, come riporta anche Zazoom.
Un profilo immunologico che rende impossibile il trapianto
Il professor Gaetano La Manna, direttore del Centro Trapianto di rene, spiega che le plasmacellule di questi pazienti avrebbero reagito contro qualunque organo trapiantato. Per loro la possibilità di ricevere un rene compatibile è estremamente ridotta. I due pazienti hanno una PRA, attività reninica plasmatica, superiore al 95%. L’anticorpo bispecifico rimuove queste cellule, secondo La Manna, ed è «quasi come se si ripartisse da zero».

Le strategie tradizionali eliminano temporaneamente gli anticorpi presenti nel sangue. L’anticorpo bispecifico agisce come un «ponte biologico» tra le cellule T del sistema immunitario e le plasmacellule responsabili della produzione degli anticorpi che causano il rigetto. Viene colpita la causa del problema, con la prospettiva di effetti più profondi e duraturi nel tempo.
Roberto e Maria-Chiara: tredici e quattordici anni di dialisi
Roberto Mazzotti, 54enne pizzaiolo di Ravenna, si è sottoposto al trapianto a febbraio. Racconta che a 28 anni ha avuto i primi problemi e ha iniziato la dialisi. «A 30 anni ho fatto il primo trapianto ma nel 2012 ha smesso di funzionare, così ho ricominciato a fare la dialisi». In 13 anni di dialisi, dice, le opportunità del trapianto si sono azzerate: «quando mi hanno proposto questo farmaco c’ho pensato trenta secondi».
Maria-Chiara Negri, 51enne bolognese, educatrice in un centro per ragazzi con disabilità mentale per vent’anni, ha ricevuto il trapianto quest’anno. Dopo 14 anni di dialisi, afferma: «Ora sto bene, senza dialisi è completamente un altro mondo, una qualità di vita non paragonabile a quella di prima». Il trattamento occupava tre giorni alla settimana «dalle 12.30 alle 18.30: non ho mai fatto vacanze, o viaggi. Dall’anno prossimo, inizierò».
Il farmaco Cizutamig, i numeri del centro e la rete europea
Il farmaco è statunitense e già impiegato per il mieloma multiplo. Al Sant’Orsola viene usato in via sperimentale, nelle fasi 1 e 2 della sperimentazione: Cizutamig, un anticorpo bispecifico anti-Bcma sviluppato dalla start up biotech statunitense Candid Therapeutics. La Manna precisa che «dopo cinque e otto mesi dai trapianti gli anticorpi non si sono ripresentati» e che «il monitoraggio continua, ma i trapianti sono stati di successo».
Il Centro Trapianti di Rene di Bologna è diretto da La Manna e si avvicina al 60esimo anniversario del primo trapianto renale eseguito in città nel 1967. In quasi 60 anni ha eseguito oltre 3.000 trapianti di rene, con circa 120 interventi ogni anno. Nel 2026, fino al 4 novembre, ne risultano 108, di cui 77 da donatori deceduti e 31 da viventi.
Oltre all’Irccs bolognese, tra i primi tre centri europei coinvolti ci sono l’Hospital Universitari Vall d’Hebron di Barcellona e la Charité Universitätsmedizin di Berlino. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, sottolinea che il risultato «significa contribuire concretamente a cambiare le prospettive di cura per migliaia di persone che, fino a oggi, avevano possibilità estremamente limitate di ricevere un organo compatibile ed è anche la dimostrazione del valore della nostra sanità pubblica».
Siamo di fronte a un traguardo che ci emoziona, come cittadini e come professionisti della sanità pubblica
Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la Salute






