I Mondiali di calcio 2026 introducono la novità delle pause concesse ai giocatori per rinfrescarsi. Ma i tre minuti di “cooling break” sanno più di business che di salute. Mentre i calciatori riprendono fiato, i network piazzano spot a tappeto. Ci sono anche sponsor legati ai giochi online?
La risposta è sì.
- Per la verità, l’unico vero asso pigliatutto è Betano. Il brand di Kaizen Gaming è riuscito a blindare l’accordo più ambito, firmando come unico bookmaker ufficiale autorizzato dalla FIFA a comparire sui cartelloni a bordo campo.
- Poi ci sono altri accordi secondari legati a dati, mercati predittivi e sponsorizzazioni delle singole Nazionali: ADI Predictstreet, che e, gestisce i mercati predittivi ufficiali del torneo, trasformando i pronostici tra tifosi in una vera e propria sfida social integrata con i risultati delle partite.
- Fanatics Markets. Il gigante del merchandising sportivo ha siglato un accordo proprio con ADI Predictstreet dando vita all’hub di gioco ufficiale dei Mondiali.
- First.bet sfrutta i flussi di dati ufficiali delle partite, lancia sfide e quote istantanee sullo smartphone dell’utente mentre i giocatori sono in campo.
- Polymarket. Polymarket ha zero contratti ufficiali con la FIFA, ma una partnership strategica con OneFootball per intercettare i tifosi a colpi di quote sulle crypto.
Possiamo dire che la FIFA tiene a distanza le piattaforme di gioco tradizionali e fa entrare mercati predittivi e piattaforme Web3. Una mossa furba per ripulire l’immagine del torneo senza rinunciare ai soldi dell’iGaming.



