Salvatore Aranzulla, 36 anni, il divulgatore informatico più celebre d’Italia, ha visto i clic del suo sito dimezzarsi in un anno e i guadagni crollare del 72%. Lo racconta in un’intervista a Il Fatto Quotidiano del 2 novembre 2026. Come riporta Virgilio, i chatbot forniscono direttamente le risposte agli utenti e raramente questi cliccano i link alle pagine indicate come fonti.
Partito da Mirabella Imbaccari, in Sicilia, per studiare alla Bocconi e vivere a Milano, Aranzulla ha costruito in oltre un decennio un sito di guide e tutorial tecnologici. Il suo sito, Aranzulla.it, è da anni il punto di riferimento per chi cerca risposte a dubbi informatici, capace di superare il traffico dei giganti del web.

Il modello di business fondato sulle ricerche
Il sito di Aranzulla vive di pubblicità legata al traffico generato dai motori di ricerca. Nel 2024 una media di un milione di persone al giorno arrivava sulle sue pagine per leggere guide e soluzioni. Con l’arrivo dell’AI generativa, però, chatbot come ChatGPT e l’AI Overview di Google forniscono risposte immediate, attingendo ai contenuti dei siti e indicando le fonti, ma raramente gli utenti cliccano poi sui link. Come riporta Virgilio, meno visite significano meno entrate pubblicitarie.
Numeri verificabili: clic dimezzati e utile giù del 70%
Secondo i dati riportati da Virgilio, i clic giornalieri su Aranzulla.it sono passati da una media di 1 milione nel 2024 a 500.000 nel 2025. Nello stesso periodo, il fatturato è salito da 7,9 a 8,39 milioni di euro, ma l’utile è crollato da 2,33 milioni a 641.430 euro, un calo del 70% che equivale a quasi due milioni di euro in meno. Il calo è dovuto anche alla necessità di investire nell’acquisto di traffico per ottenere un posizionamento più favorevole sui motori di ricerca.
| Voce | 2024 | 2025 |
|---|---|---|
| Clic giornalieri | 1 milione | 500.000 |
| Fatturato | 7,9 milioni di euro | 8,39 milioni di euro |
| Utile | 2,33 milioni di euro | 641.430 euro |
Aranzulla sintetizza la situazione con una frase: «Si lavora molto di più per ottenere molto meno». Aggiunge che l’intelligenza artificiale è un ottimo strumento, la definisce fenomenale e sostiene che riduce i tempi. Avverte che «va trovata una mediazione» e che «se la sostenibilità verrà meno il sistema si incepperà». Il rischio, spiega, è che «nessuno sostenga più i costi per produrre informazioni di qualità» e che «limitare la qualità significa esporsi a rischi, anche per i giganti tecnologici».
Il divulgatore, che vive nel quartiere milanese di CityLife, racconta: «Ho comprato casa prima del Covid, oggi non lo farei: ha prezzi immorali. Per due pizze qui si spende 60 euro, ma come si fa?».






