La più prestigiosa esposizione di fotografia naturalistica al mondo, Wildlife Photographer of the Year, sbarca per la prima volta a Milano con le immagini premiate nella sua 60ª edizione. Dal 22 novembre 2024 al 9 febbraio 2026, il Museo della Permanente (via Filippo Turati, 34) ospiterà uno spettacolo visivo di grande suggestione, in contemporanea con l’esposizione al Natural History Museum di Londra.
L’allestimento, tecnologico e immersivo, presenta i 100 scatti vincitori e finalisti del concorso selezionati tra più di 59.000 immagini provenienti da 117 paesi. Le fotografie, retroilluminate a led su grandi pannelli, offrono un alto livello di nitidezza e profondità. Uno schermo di 4 metri, in slideshow continuo, presenterà altre 25 immagini spettacolari votate dal pubblico nel concorso “People’s Choice”, mentre una sala video dedicata proporrà interviste e filmati dietro le quinte, raccontando le storie dietro le foto premiate.
Un viaggio tra bellezza e consapevolezza
Le immagini esposte non sono solo una celebrazione della meraviglia naturale, ma anche un monito sui temi della crisi climatica e della perdita di biodiversità. Si passa dalla maestosità del comportamento animale alle specie a rischio estinzione, dai dettagli sorprendenti del mondo vegetale agli scorci ancora incontaminati del nostro pianeta.
Il Wildlife Photographer of the Year 2024, il premio più ambito, è stato assegnato al fotoreporter canadese Shane Gross per il suo scatto “The Swarm of Life” (Lo sciame della vita), che cattura la magia sottomarina di migliaia di girini di rospo occidentali, specie minacciata dalla distruzione dell’habitat. La foto (vedi immagine in alto), realizzata facendo snorkeling nel lago Cedar, sull’isola di Vancouver, trasmette un senso di fragilità e di equilibrio della vita acquatica. Il giovane talento Alexis Tinker-Tsavalas ha invece vinto il premio Young Wildlife Photographer of the Year con l’immagine ravvicinata “Life Under Dead Wood”, che mostra la complessità del micromondo nascosto sotto un legno morto.

Roberto Di Leo, presidente dell’Associazione culturale Radicediunopercento che organizza la mostra, sottolinea l’importanza del messaggio di conservazione della natura: «Ogni fotografia racconta una storia che ci ricorda quanto sia urgente proteggere la nostra biodiversità e il nostro ambiente. Il nostro obiettivo è sensibilizzare il pubblico e incoraggiarlo a un’azione concreta per un futuro più sostenibile».
Celebrazione dei 60 anni del concorso
Per celebrare il sessantesimo anniversario del concorso, è stato introdotto un nuovo riconoscimento, l’Impact Award, che premia le fotografie legate a storie di conservazione e cambiamento positivo. Il premio è stato assegnato all’australiano Jannico Kelk per la foto “Hope for the Ninu” (Speranza per i Ninu), che documenta il bilby maggiore, un piccolo marsupiale che sta recuperando terreno grazie a progetti di protezione in Australia. Tra i giovani, la polacca Liwia Pawłowska ha vinto con “Recording by Hand”, un’immagine che cattura l’importanza della scienza nel monitoraggio delle specie tramite l’inanellamento degli uccelli.

L’Italia è rappresentata da Fortunato Gatto, vincitore della categoria Piante e Funghi con lo scatto “Old Man of the Glen” (vedi sopra), che ritrae una betulla antica, adornata da licheni, nelle foreste di Glen Affric (Regno Unito). Menzionato anche Filippo Carugati per il suo lavoro subacqueo con la foto “Green, thin and rare to see”, che immortala una rara specie marina.
Eventi collaterali e approfondimenti
La mostra offrirà una serie di eventi speciali e visite guidate, condotte dal pluripremiato fotografo Marco Colombo, che accompagnerà i visitatori ogni venerdì (tre turni serali). Inoltre, i giovedì di gennaio saranno dedicati a visite tematiche con esperti come Luca Eberle e Francesco Tomasinelli, che esploreranno temi come gli uccelli, il micromondo, il mimetismo e i predatori. Non mancheranno serate di approfondimento gratuite, con ospiti di spicco come il fotografo Federico Veronesi e il documentarista Marco Andreini.
Parallelamente alla mostra, l’Associazione Radicediunopercento organizzerà corsi di fotografia e workshop di scienze naturali per avvicinare il pubblico alla fotografia e alla conservazione, offrendo opportunità di apprendimento sia teorico che pratico.







