
Nel mese di ottobre 2020, la superficie dei ghiacci galleggianti nei mari aperti delle regioni del Polo Nord ha registrato la minor estensione in questo mese da quando sono iniziate le osservazioni satellitari nel lontano 1979. L’ottobre di quest’anno è stato anche il quarto mese consecutivo senza ghiaccio, o quasi, lungo la Rotta del Mare del Nord, una rotta commerciale che scorre lungo la costa artica russa, dal Mar di Kara, lungo la Siberia, fino allo Stretto di Bering. È stato reso noto da Copernicus, servizio di osservazione della Terra dell’Agenzia Spaziale Europea.
L’Antartide ha registrato per il secondo mese un’estensione della banchisa polare superiore alla media, dopo 48 mesi consecutivi durante i quali l’estensione di questa è stata al di sotto delle aspettative.
Ma non è tutto. Le temperature sono state non di poco al di sopra della media del periodo di riferimento, che va dal 1981 al 2010 su gran parte dell’Artico e sopra l’altopiano del Tibet. Al contrario sono state registrate temperature più basse della media sopra l’Oceano Pacifico Orientale, su gran parte dell’entroterra del Nord America e intorno alla zona più a nord, appunto, dell’altopiano del Tibet.
Secondo LaMMA, il laboratorio di monitoraggio e modellazione ambientale per lo sviluppo sostenibile, in base a osservazioni condotte tra il 12 e il 28 ottobre scorso, si è registrata una diminuzione dei ghiacci marini pari a 3,2 milioni di chilometri quadrati. Per gli scienziati la preoccupazione ora è: come risponderà il sistema artico a un tale deficit di ghiaccio. Qualche studioso azzarda una similitudine che risale addirittura a 125 mila anni fa, quando, durante il cosiddetto periodo interglaciale, si verificò un progressivo e sensazionale ritiro dei ghiacciai.





