di Michela Dell’Amico

Avere il trasporto pubblico gratuito darebbe quello slancio che manca – soprattutto in Italia – all’uso assiduo di mezzi più sostenibili? Vale solo per le piccole città o funzionerebbe anche per le metropoli? Al momento sono tante le città che hanno scelto questa opzione, e si concentrano in Francia, con lo scopo di ridurre il traffico e le emissioni inquinanti, ma anche di sostenere socialmente le fasce più deboli, i giovani, gli anziani o chi vive in periferia.
Oltralpe sono centinaia di migliaia le persone, in più di 30 comuni – come ad esempio Calais di Dunkerque, il sobborgo marsigliese di Aubagne e Colombiers, un sobborgo di Tolosa che è stato il primo esperimento di abolizione di questa tariffa in Europa, avvenuta già nel 1971 – a viaggiare gratis sui mezzi pubblici. A Parigi, per l’anno scolastico 2020 è stato introdotto il trasporto pubblico gratuito per i minori di 18 anni, mentre Strasburgo, la nona città più grande della Francia, attuerà la stessa politica a partire dal prossimo settembre. Da circa un mese, il milione di abitanti dell’area metropolitana di Nantes viaggia gratis nei fine settimana. Nell’Occitania meridionale, circa sei milioni di persone seguono questa politica: i giovani tra i 18 e i 26 anni, che prendono il treno almeno 30 volte al mese, non pagano.
Dal settembre 2018, la città di Dunkerque, nel nord della Francia, è entrata nel club delle città in questo senso più radicali: ha reso completamente gratuito il suo sistema di trasporto pubblico. Su iniziativa del sindaco Patrice Vergriete, che ha un dottorato in pianificazione urbana, la città è diventata la più grande in Francia ad abbassare a zero le tariffe di molte reti locali, dando ai suoi 200.000 residenti dell’area metropolitana l’accesso gratuito a 18 linee di autobus.
E come è andata? Come in pochi altri casi, a Dunkerque uno studio condotto dall’Observatory of Free Transport Cities ha tirato le somme dell’effetto di questa politica e la città fornisce dunque preziosi dati per chi volesse seguirne l’esempio. Dopo aver reso gratuiti i trasporti, mossa finanziata da un piccolo aumento delle tasse sulle imprese, i passeggeri sono aumentati del 60% durante la settimana e sono raddoppiati nei fine settimana, con quasi 50.000 viaggi effettuati al giorno. Dei nuovi utenti, il 48% ha dichiarato che prima di questa possibilità usava l’auto.
“È un successo, e siamo solo all’inizio del programma”, ha commentato alla Bbc Arnaud Passalacqua, docente alla Scuola di Pianificazione Urbana di Parigi e uno dei ricercatori dello studio. “Sembra che il trasporto pubblico gratuito potrebbe funzionare anche su scala più ampia”.
Ma i costi dei mezzi pubblici sono molto alti, specie nelle grandi città, e chi critica questa politica afferma che non è economicamente sostenibile. Eppure il Lussemburgo, con la sua popolazione di 626.000 abitanti, lo scorso anno è diventato il primo Paese a offrire trasporti pubblici totalmente gratuiti. C’è anche l’esempio di Tallinn, prima capitale dell’UE a fare il grande passo e concedere biglietti gratis a una popolazione di quasi mezzo milione di abitanti. Sufficiente per convincere le grandi capitali?
Si tratta anche di garantire l’uguaglianza territoriale tra chi è nel centro della città e chi è nelle zone rurali o in periferia e può così muoversi liberamente. “Abbiamo livelli di inquinamento molto alti a Strasburgo – ha detto Alain Jund, assessore alla mobilità nel municipio da 290mila abitanti – e questo è legato al traffico automobilistico. È anche un problema di salute pubblica. Stimiamo che 500 persone muoiano ogni anno a Strasburgo a causa dell’inquinamento”. Far viaggiare tutti gratis significherà però un costo annuale stimato tra i 6 e gli 8 milioni di euro, coperto dal bilancio municipale. Ma questo vale un risparmio significativo per le famiglie a basso reddito, che mediamente risparmierebbero 550 euro all’anno. “Siamo in una crisi economica post pandemica”, dice Jund. “Questa è una misura di solidarietà a protezione del potere d’acquisto delle persone”. Dunque, diciamo, anche un investimento per il futuro.
L’idea è tanto convincente che anche Parigi ci sta timidamente lavorando. Del resto, Audrey Pulvar, la vice sindaca della capitale francese, ha fatto del trasporto pubblico gratuito una promessa della sua campagna per diventare presidente dell’Ile-de-France – una regione con 12 milioni di persone, stimando un costo di 3 miliardi di euro all’anno, da coprire con tasse sui veicoli più inquinanti e sulle società di e-commerce come Amazon, ma calcolando anche i costi risparmiati in incidenti automobilistici, inquinamento e ore perse di lavoro in fila nel traffico. Il calcolo è molto complicato insomma, e l’idea non è priva di rischi. Quel che è certo è che politiche come questa restano interessanti, e – Dunkerque lo dimostra – potenzialmente molto efficaci almeno, per ora, per le città medio-piccole.






