• Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • Contatti
Connexion
TheMapReport
Advertisement
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti
No Result
Vedi tutti i risultati
TheMapReport
No Result
Vedi tutti i risultati
Pagina iniziale Ambiente

Storica sentenza contro Shell: in Olanda vince il “popolo” (ma anche in Australia)

Redazione TheMapReport di Redazione TheMapReport
Maggio 28, 2021
in Ambiente
0

di Michela Dell’Amico

Ridurre le proprie emissioni di CO2 del 45% netto (rispetto al 2019), entro la fine del 2030. La sentenza storica del tribunale dell’Aja, nei Paesi Bassi, colpisce un enorme e intoccabile Golia, la Royal Dutch Shell. La firma è di una giudice donna: Larisa Alwin, che sancisce così l’obbligo per il gigante petrolifero di dimezzare le sue emissioni in meno di 10 anni. Perché è stato possibile? Qui sta l’altro aspetto miliare della faccenda: questa sentenza impone per la prima volta l’allineamento di un’azienda – e che azienda – agli Accordi di Parigi. Un precedente che, si spera, potrebbe avere effetti a catena anche in altri tribunali europei e del mondo, ma anche su altri cittadini che subiscono le emissioni di una multinazionale e che potrebbero trovare ispirazione da questa storia. 

È stata la ong Milieudefensie, braccio olandese di Friends of the Earth, a portare Shell in tribunale nell’aprile 2019. A ruota hanno aderito altre sei ong, tra cui Greenpeace e ActionAid, ma soprattutto il numero record di 17mila cittadini olandesi che si sono costituiti parte civile. “Shell non può continuare a violare i diritti umani e realizzare profitti a spese delle persone e del Pianeta. Le multinazionali di tutto il mondo sono responsabili della crisi climatica”, ha commentato Andy Palmen, direttore di Greenpeace Olanda.
Inutile dire che il verdetto è stato accolto con grida di vittoria e lacrime di gioia da decine di attivisti che attendevano fuori dal tribunale. Presente anche una delegazione di 50 ciclisti che per l’occasione hanno attraversato il Paese in bicicletta. “Oggi stiamo facendo la storia, insieme a 17.000 co-denuncianti”, ha detto l’associazione Milieudefensie dopo la sentenza: “Questa è la prima volta che un’azienda deve allineare la propria politica all’accordo sul clima di Parigi. Questo è un enorme passo avanti che avrà conseguenze globali”, ha concluso.

“È necessaria un’azione urgente contro il cambiamento climatico, motivo per cui abbiamo intensificato i nostri sforzi per diventare un gruppo energetico a zero emissioni entro il 2050”, ha fatto sapere da parte sua Shell, in una nota. Il gruppo petrolifero aveva annunciato a febbraio l’intenzione di ridurre, rispetto al 2016, la sua intensità netta di carbonio del 20% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 100% entro il 2050.
Impegni che, però, sono solo sulla carta, stando alla decisione del tribunale. Se infatti è vero che “la Royal Dutch Shell ha inasprito i suoi obiettivi” climatici, ha motivato la giudice Alwin, “la politica” dell’azienda “non è concreta ed è piena di condizioni”.
La sensibilità dei Paesi Bassi alla questione climatica è legata a una cultura particolarmente attenta a queste tematiche nel Nord Europa. In più, l’Olanda vive direttamente la minaccia climatica, dato che buona parte del suo territorio è sotto il livello del mare. Per questo il Paese si è impegnato a ridurre le proprie emissioni di Co2 del 49%, rispetto al 1990, entro il 2030.

Nel frattempo, un altro caso di clamoroso successo ambientalista arriva dall’Australia, dove il tribunale federale ha dichiarato che la ministra dell’ambiente ha il dovere di proteggere i giovani dalla crisi climatica, in una sentenza altrettanto storica: è la prima volta al mondo.
Qui tutto era nato dopo che 8 adolescenti e una suora ottuagenaria avevano chiesto un’ingiunzione per impedire alla ministra di approvare una proposta della società Whitehaven Coal di espandere la miniera di carbone di Vickery, nel New South Wales, sostenendo che il ministro aveva il dovere di proteggere i giovani dai futuri danni causati dai cambiamenti climatici e dunque di agire contro questa espansione. Il giudice – Mordecai Bromberg – ha ritenuto che il ministro avesse il dovere di diligenza di non agire in modo tale da causare danni futuri ai giovani. Ma non ha concesso l’ingiunzione poiché non era convinto che il ministro avrebbe violato il suo dovere di diligenza. Secondo l’avvocato David Barnden, che rappresenta i bambini, la decisione è stata comunque storica e “sorprendente”, anche qui con conseguenze potenziali molto alte. “La corte ha stabilito che il ministro ha il dovere di prendersi cura dei bambini, delle persone vulnerabili, e quel dovere dice che il ministro non deve agire in un modo che provochi danni – anche futuri – derivanti dal cambiamento climatico”, ha aggiunto. “È la prima volta al mondo che viene riconosciuto un tale concetto di diligenza”.

CondividiTweet
Articolo precedente In arrivo a Milano un lido “rinfrescante” firmato Sammontana Articolo successivo La classifica dei libri “ambientali” più amati d’Italia? La svela Comieco
Redazione TheMapReport

Redazione TheMapReport

La redazione del quotidiano italiano TheMapReport è attiva dal 2019 e opera nel rispetto dei principi di veridicità, accuratezza, indipendenza e responsabilità sociale. TheMapReport si avvale di diversi giornalisti interni e di numerosi collaboratori esterni.

Correlato Messaggi

Incendio in un'azienda di rottami metallici a Pontedera, nube visibile in tutta la Valdera
Ambiente
Incendio in un’azienda di rottami metallici a Pontedera, nube visibile in tutta la Valdera
Ottobre 27, 2026
Ue, salta lo stop ai motori benzina e diesel dal 2035: intesa a Strasburgo su auto e carbon tax
Ambiente
Ue, salta lo stop ai motori benzina e diesel dal 2035: intesa a Strasburgo su auto e carbon tax
Ottobre 21, 2026
West Nile, l'Italia è il Paese più colpito d'Europa: 748 casi e 56 decessi
Ambiente
West Nile, l’Italia è il Paese più colpito d’Europa: 748 casi e 56 decessi
Ottobre 16, 2026
Il caldo ci rende più aggressivi? (Spoiler: gli studiosi dicono di sì)
Ambiente
Il caldo ci rende più aggressivi? (Spoiler: gli studiosi dicono di sì)
Agosto 19, 2026
Se il comitato di quartiere blocca i miliardi dell'intelligenza artificiale
Ambiente
Se il comitato di quartiere blocca i miliardi dell’intelligenza artificiale
Agosto 15, 2026
Mezzo milione di polpi liberati in mare: a Riccione e Cesenatico la caccia al granchio blu
Ambiente
Mezzo milione di polpi liberati in mare: a Riccione e Cesenatico la caccia al granchio blu
Agosto 5, 2026
Articolo successivo
La classifica dei libri “ambientali” più amati d’Italia? La svela Comieco
0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Accedi
Notificami
guest
guest
0 Comments
Vecchi
Più recenti Le più votate
Themapreport logo
Registrazione Tribunale di Milano Num. R.G. 15084/2019 Num. Reg. Stampa 247 del 21/11/2019
  • Media Trade Company Srl
  • Via Pirelli, 9 20124 Milano
  • +39 800 128 454

REDAZIONE

  • Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • Contatti

Articoli recenti

  • Grand 1XREIGN, Round 4 il 29 ottobre e finale a Roma il 3 novembre: Top 6 ancora aperta
  • Eni firma i contratti per Cronos: gas da Cipro dal primo semestre 2028
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • TheMapReport: principi editoriali
  • Contatti

© Copyright Privacy Policy - Cookie Policy | TheMapReport

No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti

© Copyright Privacy Policy - Cookie Policy | TheMapReport

wpDiscuz