di Michela Dell’Amico

Se la carenza di acqua si appresta a divenire emergenza, e mentre il “consumo di suolo” legato ai campi di pannelli fotovoltaici è una delle accuse che più spesso, negli ultimi tempi, riesce a mettere in crisi la costituzione di nuovi impianti fotovoltaici, una soluzione potrebbe arrivare dall’India, passando dalla California. Si chiamano, ma solo ironicamente, “pannelli solari volanti”, e vengono montati, o sospesi, sopra i canali di irrigazione dei terreni agricoli con il doppio scopo di raccogliere energia elettrica e ridurre l’evaporazione delle preziose gocce d’acqua, che restano all’ombra del sole. La soluzione sembra un modo intelligente per ridurre la perdita di habitat, perché posiziona i pannelli in spazi artificiali già dedicati. La prima a osservare con interesse l’idea nata in India è stata la California. Con la più grande rete di canali di irrigazione al mondo e una media di 290 giorni di sole l’anno, la California ha tutte le carte in regola per alleviare la grave carenza d’acqua che la colpisce ogni estate, e i razionamenti periodici dell’oro azzurro, con questa innovazione. Ebbene, uno studio condotto a Santa Cruz ha stabilito che, oltre a generare energia verde, la cosa avrebbe fatto risparmiare 63,5 miliardi di galloni di acqua ogni anno.

Ma come è nata l’idea? Nel 2014, nello stato indiano del Gujarat, un progetto pilota ha provato a coprire 750 metri di un canale con un impianto solare, nel distretto di Vadodara, e poi subito dopo un altro da 100 megawatt ha seguito l’esempio al largo del fiume Narmada.
Alcuni ricercatori americani dell’Università della California hanno quindi approfondito l’argomento, scoprendo che l’acqua che scorreva sotto i pannelli non solo evaporava meno, ma raffreddava gli stessi pannelli, prevenendone il surriscaldamento e determinando un aumento medio dell’efficienza tra il 2 e il 5%. Il problema del surriscaldamento dei pannelli è noto, e non sempre facile da mitigare. Prima di sfruttare questa possibilità anche in California, e coprire 4.000 miglia di canali del Golden State, i ricercatori hanno quindi valutato vantaggi e svantaggi del sistema, utilizzando tre tecniche separate per valutare anche come massimizzare il risparmio idrico, e capire i metodi di costruzione più efficienti.

I risultati sono poi stati pubblicati su Nature Sustainability, e parlano chiaro: la copertura dei canali della California con pannelli solari poteva creare un valido risparmio sui costi, un notevole risparmio idrico e un sensibile aumento della produzione di elettricità, che supera l’aumento dei costi di costruzione legato alla maggiore complessità dell’impianto solare.
Inoltre, le pompe per l’acqua alimentate a diesel usate per guidare il flusso dei canali, potevano essere sostituite con 15-20 generatori per megawatt di solare. “Questo studio – ha detto Roger Bales, coautore dello studio – è un passo molto importante per incoraggiare gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile che possa far risparmiare, nello stesso tempo, acqua”.
Nel video qui di seguito, gli impianti di questo tipo nati nel Punjab, in India, dove i pannelli solari REC sospesi tramite cavi sopra i canali permettono a oggi un risparmio di 73 milioni di litri di acqua, incanalati nelle fattorie locali, mentre generano energia elettrica.





