di Maria Marcellino
Se oggi Julius Verne potesse riscrivere le avventure sottomarine del suo romanzo Ventimila leghe sotto i mari, si lascerebbe di certo ispirare dalla storia di Sergio Gamberini, che nel 2012 ha realizzato a Noli, in Liguria, il Nemo’s Garden, il primo orto subacqueo al mondo, che consente di coltivare in fondo al mare in modo totalmente sostenibile.
Fondatore dell’azienda di attrezzature subacquee Ocean Reef Group, Sergio concepisce l’idea nel 2012, durante una villeggiatura sulla riviera ligure con alcuni amici. É in quest’occasione che parlando di giardinaggio, l’altra sua grande passione oltre alle immersioni subacquee, si domanda: “Sarebbe possibile creare le condizioni di crescita perfette per il basilico, l’erba locale più popolare e ingrediente essenziale per il pesto?”
E se, come la maggior parte delle erbe aromatiche, il basilico predilige luoghi protetti e soleggiati, con terreni ben drenati e una temperatura costante e stabile, quale habitat migliore dell’oceano?
Così con l’aiuto del team di Ocean Reef Group, Sergio inizia delle sperimentazioni, gettando i primi semi di quello che diventerà poi il Nemo’s garden: a 6 metri sotto la superficie del mare, posiziona delle cupole trasparenti di circa 2 metri diametro contenenti 800 litri d’aria, saldamente ancorate al fondale una struttura metallica. Il materiale vinilico semitrasparente di cui sono rivestite le cupole, consente la filtrazione dei raggi solari.

Ogni biosfera è dotata inoltre di sensori che rilevano la temperatura dell’aria, il tasso di umidità, la luminosità e il livello di ossigeno e anidride carbonica presenti all’interno della cupola e perfino la stabilità degli ancoraggi e la temperatura dell’acqua esterna del mare.
All’interno ogni cupola può ospitare sulle mensole un massimo di 100 piante, coltivate seguendo un sistema idroponico, ossia una tecnica di coltivazione fuori suolo, dove la terra è sostituita da un substrato privo di sostanze nutritive.
Si tratta di un progetto ancora sperimentale, ma dalle grandissime potenzialità: se diffuso costituirebbe una soluzione alternativa per quelle regioni del mondo in è difficile o quasi impossibile coltivare per mancanza di terra o acqua dolce.
Garantendo una temperatura costante intorno ai 26°, un tasso di umidità pari all’83% e l’assenza totale di parassiti e insetti, costituisce l’habitat ideale per la coltivazione di piante.
Un sistema di coltivazione stabile e auto sostenibile. Stabile perché in equilibrio in termini di luminosità, temperatura, pressione; auto sostenibile perché, una volta attivato, non ha bisogno di interventi esterni. Per esempio, le piante non necessitano di irrigazione: l’acqua marina presente all’interno di ogni cupola, per via della temperatura dell’aria presente nella biosfera, evapora per ricondensarsi sulle pareti della cupola, più fresche in quanto a contatto con il mare.

Per saperne di più sul funzionamento dell’orto, rimandiamo a questo video dove Luca Gamberini, International Marketing Office di Ocean Reef Group, spiega in modo molto semplice e illustrato il funzionamento del progetto. Luca sottolinea come un altro vantaggio del Nemo’s Garden sia il fatto di non utilizzare pesticidi, ma fertilizzanti biologici nutrienti per le colture, come alghe e microrganismi marini lavati ed essiccati.
Infine, non trascurabile il fatto che la poca energia elettrica necessaria al funzionamento dei dispositivi di comunicazione, come i sensori presenti sulle cupole e gli impianti video per il monitoraggio dei diversi parametri, è ottenuta da impianti fotovoltaici ed eolici.
Insomma, una soluzione al 100% sostenibile nata dall’idea di coltivare del basilico e le cui cupole sottomarine ospitano ora pomodori, zucchine, piselli, fagioli, timo, origano, menta, maggiorana e molto altro. E nell’attesa che l’orto si popoli sempre di più, è possibile osservare le sue meraviglie e seguirne gli sviluppi in diretta streaming sul canale Youtube del progetto.





