a cura di Enza Michienzi (ItaliaReportUSA)

Con i suoi 265 chilometri di corsi d’acqua la città di Fort Lauderdale è chiamata la Venezia degli Stati Uniti d’America. La sua strategica posizione geografica, a soli 40 chilometri dalla città di Miami, ne fa la meta turistica più ambita per chi è in cerca di una vacanza in completo relax tra il verde della fitta vegetazione che caratterizza il territorio e i numerosi corsi d’acqua che si incanalano tra villette e costruzioni basse. Anche se a poca distanza dalla più famosa Miami, la città di Fort Laudardale non vive nessuna competizione con la chiassosa e frenetica capitale del turismo nel Sud della Florida. Il fiume New River e i canali le fanno da culla e gli splendidi palazzetti che si caratterizzano con deck privati con piccole imbarcazioni portano il pensiero alla gemella italiana, Venezia.
Tra i tanti primati, Fort Lauderdale vanta quello di città ecosostenibile, grazie alle politiche messe in atto dall’amministrazione locale guidata dal sindaco Dean Trantalis. La città, in questi ultimi 20 anni, ha subito una forte pressione antropica con una elevata espansione dell’urbanizzazione e delle infrastrutture del territorio e ancor di più lo sviluppo di una agricoltura intensiva e altamente produttiva, che se da un parte ha portato ricchezza, dall’altra ha impattato negativamente sull’ecosistema. I canali sono diventati scarichi a cielo aperto che hanno contaminato le acque del fiume New River e le splendide spiagge bianche della città. Tra le concause dell’inquinamento ambientale non sono da sottovalutare i numerosi eventi climatici disastrosi quali uragani e tempeste tropicali a cui la Florida è sottoposta durante la stagione delle piogge che va da giugno a novembre. La furia del vento e le forti precipitazioni intasano i corsi d’acqua con detriti di ogni genere causando la distruzione dell’ecosistema fluviale.
Un’emergenza ambientale affrontata con decisione in questo ultimo anno. L’amministrazione comunale, in collaborazione gratuita con la società privata Clean Waterways LLC con sede a Fort Lauderdale, ha messo a punto un progetto pilota per la riqualificazione di tutti i corsi d’acqua cittadini con una tecnologia denominata Skimmer. La tecnica ecosostenibile, scoperta negli anno ’60, normalmente è utilizzata per piccoli invasi di acqua, piscine ed acquari, ma questa estate, per la prima volta, è stata sperimentata su un corso d’acqua di notevoli dimensioni.
La tecnica
I geologi e gli esperti floridiani hanno dapprima mappato tutti i corsi d’acqua e poi pianificato gli interventi secondo una scala emergenziale. L’attenzione è stata focalizzata innanzitutto sul canale più grande, l’Himmarshee Canal, che attraversa tutta la città.
La tecnica dello skimmer proteico prevede l’utilizzo di macchinari noti come schiumatoi proteici, ovvero pompe che funzionano iniettando microbolle nell’acqua che si legano a qualsiasi composto organico presente come batteri e altri inquinanti, un metodo che rende l’acqua pulita ed ossigenata senza l’uso di sostanze chimiche o filtri. Secondo gli esperti della società Clean Waterways, specializzata nel settore, la capacità della schiuma di rimuovere sostanze organiche dall’acqua è generata dalla caratteristica di non lasciarsi umettare, restando cosi aggrappate alle superfici delle micro bolle per finire trascinate in un contenitore di raccolta.
Una chiatta di 30 piedi con tre grandi apparati di schiumatoi proteici è stata portata nel canale a nord di Las Olas Boulevard (la principale strada cittadina) dove il processo, silenzioso, è durato due settimane e si è svolto solo durante le ore diurne. Secondo i tecnici non è stato arrecato alcun danno alla fauna e flora autoctone. Tutte le sostanze inquinanti sono state raccolte in una concentrazione simile alla schiuma e smaltite in un impianto approvato della contea di Broward, di cui fa parte Fort Lauderdale.
Gli appassionati di acquari di acqua salata conoscono bene questa tecnica perché è il metodo di filtrazione per mantenere puliti i serbatoi della vasca. Oggi per la prima volta la tecnica è stata utilizzata per ripulire il più grande canale che attraversa la città di Fort Lauderdale.
I risultati
Secondo i dati riportati dalla società operante, nei quindici giorni di attività sono stati rimossi 4000 galloni (oltre 15.140 litri) di inquinanti concentrati. L’acqua dell’Himmarshee Canal è risultata immediatamente più pulita e i dati dei campioni prelevati corrispondono a quelli stabiliti dal Dipartimento della Protezione Ambientale della Florida e dal programma Healthy Beaches del Dipartimento della Salute della Florida.
La notizia esaltante è che con le acque limpide e decontaminate è persino ritornata la fauna come i famosi fenicotteri, simbolo della Sunshine State. Nel corso del progetto sono state identificate altre fonti di inquinamento che hanno creato negli ultimi anni chiazze schiumose galleggianti dovute a scarichi diretti di prodotti chimici. I responsabili sono stati individuati e denunciati alle autorità competenti.
Il futuro eco
La fase due del progetto pilota prevede un programma di monitoraggio della qualità dell’acqua su larga scala che fornisce i risultati settimanali pubblici dei campioni prelevati da 10 posizioni strategiche. I dati resi pubblici sul sito della città consentono ai cittadini di avere informazioni in tempo reale sulle condizioni dei corsi d’acqua per pianificare le loro attività sportive acquatiche, come kayak, surf, pesca e nuoto.
Un piano ecologico che va oltre. Difatti la città ha predisposto stretti controlli sul divieto dell’uso di fertilizzanti nei campi di coltivazione di frutta e verdura che sono a ridosso dei corsi d’acqua, cosi come previsto da una apposita legge emanata lo scorso anno. Il divieto è necessario poiché, con le forti piogge, gli agenti chimici dei pesticidi finiscono direttamente nei canali e nel fiume uccidendo alghe e pesci. Nell’ambito della prevenzione di abusi e per individuare i responsabili di scarichi illegali sono stati installati dispositivi di video sorveglianza nei pressi dei bacini idrografici. Inoltre il piano di recupero ambientale ha previsto l’installazione di numerose reti che fungono da filtro per rifiuti, sedimenti, foglie e altri detriti e consentono all’acqua pulita di fluire regolarmente.
Un piano meticoloso che, portato avanti negli anni, consentirà a Fort Laudardale di rimanere sicuramente la capitale mondiale della nautica da diporto e la Venezia d’America.





