di Maria Marcellino
Luca Travaglini, cofondatore e co-Ceo di Planet Farms, la vertical farm più grande d’Europa, è la Italian Tech Person of the Year, vale a dire la persona che nel corso del 2021, usando la tecnologia, ha avuto il maggiore impatto positivo sull’ambiente e la società.
La cerimonia di premiazione dell’Italian Tech Award 2021, si è svolta presso la Triennale di Milano, al termine dell’evento organizzato dall’associazione 2031, la piattaforma di premi per l’innovazione più importante in Italia, in collaborazione con Italian Tech, l’hub del gruppo GEDI dedicato ai temi di tecnologia, futuro e innovazione.
A concorrere al primo premio, oltre a Travaglini, c’erano altri 3 candidati: Enrica Arena, presidente e cofondatrice della rivoluzionaria Orange Fiber che produce tessuto ricavato dagli scarti della lavorazione delle arance; Giuseppe Virgone, Ceo della società pubblica PagoPA che lavora alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione; Alessio Lorusso, fondatore e Ceo dell’azienda di stampanti 3D Roboze.
La selezione dei partecipanti è avvenuta tramite un percorso di votazione sui canali social di Italian Tech e su WhatsApp, attraverso cui chiunque ha potuto proporre il proprio candidato. Successivamente, la chat Cultura Italia, composta da 256 esponenti provenienti dai vari mondi della cultura, dello spettacolo e dello sport, ha ridotto la lista dei candidati a 12 nomi che hanno affrontato un altro round di votazioni su LinkedIn, Instagram e Facebook, fino ad arrivare i 4 concorrenti finali.
A restare al ballottaggio finale, infine, sono rimasti Arena e Travaglini, il quale ha commentato così la sua vittoria: “Il 2021 è stato un anno incredibile per noi. Sono io qui in rappresentanza di Planet Farms, ma questo premio va a tutti quelli che lavorano insieme a me. Sono tantissimi, mi supportano tanto e credono in quello che facciamo”.
Alla passione con cui Luca porta avanti la sua attività, The Map Report ha dedicato un articolo dal titolo “La rivoluzione verticale” sull’ultimo numero del magazine e un episodio della rubrica L’Appuntamento, che consigliamo a chiunque volesse approfondire l’attività di Planet Farms e, più in generale, il fenomeno del vertical farming.
A condurre e animare la serata, tra un intervento e l’altro, c’erano Riccardo Luna, direttore di Italian Tech, insieme a Cristiano Seganfreddo, presidente di 2031 ed Eleonora Chioda, direttrice di Millionaire, che hanno presentato sul palco gli ospiti più diversi: dalla rapper Big Mama che si è esibita in una performance musicale, all’autore Paolo Iabichino, a cui è stato chiesto di scrivere una lettera al futuro: “Tornare indietro, tornare a noi”. È questo quello che si augura l’autore pensando al futuro. “La maggior parte delle persone fuori di qui l’idea di futuro l’ha completamente persa”, ha detto Iabichino nel suo intervento all’Italian Tech Award. “A loro dobbiamo parlare e chiedere al futuro di tornare indietro. Stiamo perdendo di vista il senso della parola innovazione e soprattutto di progresso. Cinquanta anni fa i nostri imprenditori l’idea del progresso ce l’avevano chiara, era un’idea a beneficio di tutti. Chi fa impresa oggi è chiamato a guardare a questa parola con grande responsabilità per far sì che questo futuro sia a disposizione di tutti”.
Ma quello dell’Italian Tech Person of the Year non è stato il solo premio annunciato nel corso della serata. Ne sono infatti stati assegnati altri 18, tre dei quali sono andati a Develhope, la startup scelta tra altre 584, che si è aggiudicata i premi UniCredit, Accenture e il premio GA.MA.
Develhope nasce con una grande ambizione sociale, quella di combattere la disoccupazione giovanile attraverso percorsi di formazione in ambito di programmazione software. Per chiunque volesse approfondire la storia e l’attività di Develhope, rimandiamo all’intervista che The Map Report ha dedicato a Massimiliano Costa, giovane fondatore della startup.






