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Pagina iniziale Ambiente

“Ho lasciato la carriera a Milano per fare la contadina. E non me me pentirò mai”

Redazione TheMapReport di Redazione TheMapReport
Maggio 31, 2022
in Ambiente
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di Martina Scazzoli

Questo progetto nasce da un innamoramento. Mi sono innamorata di questo posto non appena il mio sguardo si è posato sulla casa, sul terreno e sulla vista. Ho amato subito gli alberi che si alternavano in un equilibrio perfetto, ho amato i sentieri che ci sono all’interno del bosco, ho adorato il teatro delle api in legno e la pietra della casa, gli alberi da frutto, le staccionate che delimitano i prati e i cespugli di lavanda che ai bordi dei sentieri attraversano la proprietà.
C’è profumo di casa e di vacanza, di lavoro con la terra e di rugiada.
Ci si addormenta guardando i caprioli pascolare proprio davanti a casa e ci si sveglia con il solo canto degli uccelli.
Di questo avevo bisogno, dopo anni passati davanti ad una scrivania oppure nel traffico milanese, dopo infinite evasioni serali da happy-hour e agognate fughe per il weekend: volevo una vita in cui non dover più scappare.

Volevo creare delle radici, qualcosa di mio, dal nulla, da “annaffiare” e coltivare ogni giorno, non dovrebbe essere sempre così la vita? Non è così scontato. Ora sento di non aver più le manette ai polsi e l’acqua alla gola, anche se qui tutto ti lega alla terra e agli animali, le responsabilità e gli imprevisti sono tanti, ma sento di meritarmi le giornate che vivo e aspetto la pioggia come una manna dal cielo per le mie colture (la pioggia a Milano era sempre e solo un disagio).
Ho creato quindi La Mascarìa: un piccolo gioiello pianeggiante, esposto a est, circondato da infiniti boschi di noccioli, castagni, querce. La natura cresce rigogliosa e al sicuro, lontana da smog e caos.

Ho passato la mia infanzia nella cascina di mia nonna, nella pianura cremonese, tra campi di granoturco, orto, mucche e maiali… circondata da tradizioni popolari e semplici abitudini contadine.
Qui ho trovato di nuovo tutto questo e me ne sto prendendo cura, una vita tranquilla che segue il suo corso, dove si imparano ogni giorno cose nuove, rimanendo legati alle tradizioni popolari, dove si può vivere con poco, ma quel poco è davvero “tanto” vero.
A Milano, per 15 anni, ho avuto tutto: una promettente carriera nel mondo dei media e del marketing, un ottimo stipendio, che mi permetteva una buona stabilità economica, la possibilità di fare tutto ciò che desideravo e ogni comodità immaginabile. Ma questo non mi faceva sentire pienamente realizzata, mi sembrava sempre di nuotare sulla superficie dell’acqua, senza la possibilità di immergermi nell’immensità dell’esistenza, e, come si sa, la vita è una sola.

Ora passo le mie giornate ad occuparmi de La Mascarìa, l’azienda agricola che ho aperto nel biellese dopo innumerevoli peripezie burocratiche, della casa, del terreno, tra la raccolta nell’orto e la preparazione di torte, secondo le ricette tramandate dalle nonne, tra una passata di pomodoro e la preparazione di una confettura, con i frutti che mi vengono regalati dal bosco o dagli alberi che sono già presenti. La mondanità e i tacchi alti sono un lontano ricordo ed hanno lasciato il posto agli stivali di gomma: must per tutte le stagioni.
Lavoro ogni giorno per avere una azienda il più possibile circolare, senza sprechi, sostenibile, dove la cultura rurale e la sapienza contadina riprendono importanza, cercando di produrmi quanto più possibile e possibilmente “alla vecchia maniera” e mi piacerebbe condividerlo attraverso corsi. Magari attraverso l’esperienza di persone che hanno voglia di trasmettere il loro sapere insieme a me, in questo posto magico (e capirete a breve perché parlo di magia), cene/pranzi/merende organizzate al momento con i frutti dell’orto, formazione sul campo (qui c’è un ecosistema davvero quasi inalterato e molto ricco), iniziative legate alla natura, alla convivialità, alla scoperta di questi mondi naturali e a tutto ciò che li circonda.

Come prima cosa mi dedico alla coltivazione dei mirtilli, dei meli, di altri piccoli frutti, della lavanda, dei noccioli e dei castagni, degli ortaggi e di alcune tipologie di varietà antiche; per me ogni forma di recupero è importante.
Oltre alla flora, la mia famiglia si è allargata con un gruppo di caprette, 20 galline, 3 cani pastore e arriveranno presto nuovi animali, se così si possono chiamare (per me sono quasi come figli): pecore, asini, mucche. A breve arriveranno anche le api, elemento essenziale per la ciclicità della natura e mio grande amore da sempre.
Offrirò sia il prodotto appena colto, sia prodotti trasformati e da forno, trovando soluzioni smart, ma “home-made” tramite box, spesa a casa… attraverso canali tradizionali e on-line il più possibile a km zero. Tradizione e purezza, cercando di trasmettere il mondo e il lavoro che stanno dietro a tutto ciò, perché penso sia davvero importante diffondere quanto sia genuina e vera la dedizione che gli agricoltori mettono nel proprio lavoro per poter offrire cibi sani e sostenibili.

Avrei il desiderio anche di creare un cinema all’aperto su una piattaforma di legno circondata dal bosco, qualche bel cuscinone, panini, torte e gelati fatti da me e una bella pellicola selezionata, magari vintage, per riscoprire il cinema di una volta.
Perché dentro sono un po’ antica, mi piacciono le parole antiche e legate alla letteratura, adoro la cucina economica e i vinili, il pane fatto nel forno a legna e l’essicazione di erbe spontanee per farne calde tisane.
Tuttavia, sono affascinata dal futuro, dall’automazione di certi processi, dalle energie innovative e rinnovabili, da tutto ciò che si possa considerare progresso.
E mi piace stare con le persone, conoscerle, scoprirle, coccolarle e fare di tutto affinché stiano bene e a loro agio, mi piace imparare e insegnare, sono estremamente curiosa e molto altruista.
È così bello stare qui che lo vorrei condividere con tutti, lo vorrei raccontare in ogni modo, attraverso esperienze reali, racconti e storie sui social e nel mondo virtuale, attraverso i miei prodotti che realizzerò con cura e dedizione e tramite tanto altro ancora.
Lo so, tantissime idee e tantissima fatica, forse qualcosa anche di irrealizzabile, ma questo sogno vorrei diventasse realtà, grazie al mio compagno ho questa possibilità e gliene sono grata ogni giorno.
Forse è il mio primo vero progetto di vita, quello a cui sono destinata, lo sento scorrere dentro di me come una linfa che mi scalda e mi attiva: Mascarìa, in piemontese, significa “incanto, magia” e così è stato per me.
Tanti semplici e naturali capitoli di una storia quotidiana, quell’angolo di verde e soddisfazione a cui tutti ambiscono o dovrebbero ambire.
Una passeggiata al tramonto, un’infornata di biscotti, una raccolta di fichi e la scorpacciata poco dopo, una partita a carte sotto il portico con del buon vino e una visita all’alveare quando le api sono tranquille prima di andare a dormire, dopo il grande lavoro della giornata, un giro nei boschi a cercar funghi per il risotto della sera, magari davanti al camino acceso, un giro per raccogliere i fiori di campo e metterli sul tavolo per la colazione. Tutto questo nella mia vita precedente non c’era, lo sognavo di notte, quando chiudevo gli occhi prima di dormire.

Qui è tutto legno, foglie, erba, pietra, aria e acqua, pochi elementi che però ti riempiono tutti i sensi, con profumi, suoni, colori e sensazioni magnifiche e che ti fan capire che non hai bisogno d’altro.
Ora et labora, ti puoi riposare staccando completamente la spina, perdendo il senso del tempo e poi lavorare incessantemente e ciclicamente. La natura qui ti dà e ti toglie, ma ti fa sentire viva.
Infine, vorrei che la mia azienda agricola fosse una piccola perla completamente funzionante, di quelle che guardi e studi e capisci che tutto viene creato e poi trasformato, per generare nuovi flussi e nuovi elementi, senza scarti, porcherie o dispersioni.
Forse La Mascarìa è un’utopia, o forse qui si può trovare seriamente il “bien vivre”.
Martina è e sarà una contadina di una volta, moderna e sociale, con le mani sporche di terra, ma col sorriso e la voglia di arrivare a tutti, selvatica, particolare e innovativa, auto-ironica come sempre, curiosa e produttiva come le sue api.
Non mi pentirò mai di questa scelta, lo dico con estrema sicurezza, perché ora sento di appartenere a qualcosa di grande, nel mio piccolo. E mi auguro che lo possano fare tante altre persone, sia perché scelte come queste ti cambiano davvero la vita (in meglio) e possono cambiare il mondo: tanti piccoli orticelli possono migliorare l’ambiente per le generazioni future. Dovremmo fare tutto questo per loro.

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