Pubblicato a febbraio dalla casa editrice DeriveApprodi, Gli spazi delle donne (208 pagine) si propone di indagare il rapporto tra le donne, le attività produttive e di cura e l’organizzazione dei luoghi domestici e pubblici abitati dalle donne, così come anche l’evoluzione che questi ultimi hanno subito nel corso delle diverse epoche. Le autrici sono Michela Bassanelli, ricercatrice in Architettura degli interni e allestimento presso il Politecnico di Milano e Imma Forino, architetta, ricercatrice e professoressa ordinaria di Architettura degli interni e allestimento al Politecnico di Milano.

Le autrici muovono le loro riflessioni dalla constatazione che, oggi come nel passato, il lavoro riproduttivo e di cura condiziona l’esistenza delle donne, determinando forme di inclusione e di segregazione socioculturale, ma influisce direttamente anche sugli spazi pubblici e privati. Con il loro lavoro intendono, inoltre, mettere in rilievo le strutture gerarchiche o d’innovazione presenti nella società occidentale e i loro riflessi sul luogo abitato. Alla luce dei contemporanei dibattiti sulle questioni ambientali, sociali ed economiche che mostrano la persistenza di forti disuguaglianze, la questione degli spazi quotidiani entro cui le donne vivono e lavorano resta un campo d’indagine da esplorare con attenzione.
In questo contesto, Gli spazi delle donne rappresenta un’opportunità unica per esplorare un argomento ancora poco dibattuto. La lente è quella di due esperte di spazi e architettura, con interessi diversi e complementari. Mentre le ricerche di Bassanelli si concentrano sugli interni domestici, la museografia e l’allestimento attraverso un approccio teorico multidisciplinare, quelle di Forino si focalizzano sugli spazi interni e l’arredamento secondo una prospettiva spaziale e storiografica che considera fondante per il settore disciplinare la “vicenda umana nel quotidiano”.







