Da mesi i 22 milioni di abitanti di Città del Messico, una delle città più grandi del mondo, stanno attraversando una grave crisi idrica, dovuta alla siccità, alle alte temperature e alla scarsità delle precipitazioni.
L’inadeguatezza delle infrastrutture e la crescente domanda di acqua in una città così densamente popolata rendono la situazione ancora più complicata. Da diversi mesi gli abitanti si trovano a fare i conti con restrizioni nell’approvvigionamento idrico, soprattutto nei quartieri meno abbienti. Una situazione che li obbliga a raccogliere e conservare l’acqua per usi quotidiani come il lavaggio dei piatti e l’igiene personale, costringendoli a cercare risorse idriche altrove poiché dai rubinetti sgorga un flusso poco abbondante.
Circa il 70% dell’acqua utilizzata da Città del Messico viene prelevata da falde acquifere sotterranee, mentre il restante 30% deriva dal sistema idrico di Cutzamala, una rete di serbatoi, stazioni di pompaggio, canali e tunnel. A causa della siccità attualmente la capacità del sistema Cutzamala si trova al 39% di capacità, un livello storico molto basso. “È quasi la metà della quantità di acqua che dovremmo avere,” ha detto alla CNN Fabiola Sosa-Rodríguez, responsabile della crescita economica e dell’ambiente presso l’Università Autonoma Metropolitana di Città del Messico.
Intanto i media messicani hanno cominciato a parlare della possibilità che tra qualche mese, precisamente attorno al 26 giugno, si giunga “al giorno zero”, cioè all’esaurimento totale delle disponibilità d’acqua in vaste aree della città. Il 14 febbraio, durante una conferenza stampa, il sindaco di Città del Messico, Martí Batres Guadarrama, ha bollato come “fake news” la notizia sull’arrivo del giorno zero.
“È probabile che ci troveremo di fronte a un giorno zero”, ha detto Sosa-Rodríguez. “Questo non significa un completo collasso del sistema idrico. Alcuni gruppi avranno ancora acqua, ma la maggior parte delle persone no”.
In alcuni quartieri della città i residenti sono scesi in strada per protestare per chiedere la regolarizzazione del servizio idrico. “C’è un chiaro accesso disuguale all’acqua nella città e questo è legato al reddito delle persone”, ha concluso Sosa-Rodríguez. “Anche se il giorno zero potrebbe non essere ancora arrivato per l’intera Città del Messico, alcuni quartieri stanno affrontando il problema da anni”.







