Il Tribunale di Milano ha dichiarato discriminatorio il bando del Ministero della Difesa che prevedeva il possesso della cittadinanza italiana per partecipare al concorso da 1.100 assistenti civili. La decisione, depositata nei giorni scorsi dalla giudice Francesca Saioni della Sezione lavoro, impone al Ministero di modificare il bando e riaprire le candidature, come riferisce l’Ansa.

Il ricorso è stato promosso da Avvocati per Niente, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione e Cgil Lombardia. Le associazioni comunicano che per la prima volta «i cittadini stranieri potranno essere ammessi a svolgere attività lavorative alle dipendenze del Ministero della Difesa con mansioni quali quelle di cuoco, meccanico, assistente sanitario, informatico, edile e tecnici di vario genere».
La decisione del 30 ottobre
Il provvedimento è stato adottato il 30 ottobre scorso. Il Tribunale ha ordinato di modificare il bando e di consentire la partecipazione, fermi restando gli ulteriori requisiti previsti, anche ai cittadini dell’Unione europea e ai cittadini di Paesi terzi familiari di cittadini Ue, titolari di permesso di soggiorno per lungo soggiornanti o per protezione internazionale, nonché di fissare un congruo termine per la presentazione delle domande. Sono state disposte anche misure esecutive: riapertura delle candidature entro tre giorni e penale di 100 euro per ogni giorno di ritardo a carico del Ministero, come riporta Il Giorno. La pronuncia prevede inoltre la ripetizione delle prove concorsuali per garantire la parità di accesso a tutti i nuovi ammessi.
| Prima | Ora | |
|---|---|---|
| Partecipazione al concorso | Cittadinanza italiana | Cittadini Ue e cittadini di Paesi terzi familiari di Ue, titolari di permesso di soggiorno per lungo soggiornanti o protezione internazionale |
Il precedente dell’Agenzia delle Entrate
Lo stesso Tribunale aveva dichiarato discriminatorio, lo scorso settembre, il bando dell’Agenzia delle Entrate per l’assunzione di 622 persone nell’area assistenti riservato a persone con disabilità, pubblicato il 15 maggio. L’amministrazione finanziaria giustificava la riserva di cittadinanza rifacendosi a un Dpcm del 1994, secondo cui per operare in alcuni ministeri chiave serviva una presunta immedesimazione con gli interessi pubblici garantita solo dal cittadino italiano. Il giudice Luigi Pazienza aveva accolto il ricorso affermando: «Questo presupposto è errato».
Cronologia
- 15 maggio Pubblicato il bando dell'Agenzia delle Entrate per 622 assistenti riservato a persone con disabilità.
- settembre Il Tribunale di Milano dichiara discriminatorio il bando dell'Agenzia delle Entrate.
- 30 ottobre Il Tribunale di Milano adotta la decisione sul bando del Ministero della Difesa da 1.100 assistenti civili.
La compatibilità con le norme europee e nazionali sull’accesso al pubblico impiego, compreso l’art. 38 del D.Lgs. 165/2001, impone di valutare le mansioni caso per caso. Le figure aperte sono cuochi, meccanici, assistenti sanitari, elettricisti, tecnici informatici; non esercitando compiti di difesa armata o riservatezza militare, queste mansioni non possono essere precluse per ragioni di passaporto.
Dai 622 posti riservati alle categorie protette della procedura di settembre si passa a 1.100 assunzioni a tempo indeterminato. Le associazioni auspicano che il Ministero della Difesa dia esecuzione tempestiva e adegui stabilmente i bandi: «Ci auguriamo che il Ministero della Difesa dia tempestiva esecuzione alla sentenza e che, d’ora in avanti, adegui stabilmente i propri bandi alle indicazioni della giurisprudenza, evitando l’introduzione di clausole».







