Il parere negativo dei medici delle aziende sanitarie locali non sarà più vincolante per evitare il trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Lo prevede la nuova direttiva del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, come riporta l’ANSA.
La direttiva arriva dopo l’inchiesta partita da Ravenna, che ha coinvolto alcuni infettivologi accusati di aver falsificato i certificati per evitare il trasferimento degli stranieri nelle strutture. L’indagine è ancora in corso e di recente si è allargata ad altre città italiane, nell’ipotesi di un’organizzazione tra dottori e dottoresse con l’obiettivo di contrastare i centri di permanenza temporanei attraverso le non idoneità. L’inchiesta attende le motivazioni con cui la Cassazione ha annullato, il 13 ottobre, le interdittive per tre indagate.
Cosa prevede la nuova direttiva
La direttiva modifica le disposizioni introdotte da Luciana Lamorgese nel 2022. Prima la visita serviva ad «accertare l’assenza di patologie evidenti che rendano incompatibile l’ingresso e la permanenza del medesimo nella struttura». Con le nuove regole le visite devono identificare condizioni di salute, fisiche o psichiche, «che comportino eventuali bisogni di assistenza da assicurare a cura del gestore del centro per il rimpatrio o dell’Azienda sanitaria territorialmente competente».
| Prima | Ora | |
|---|---|---|
| Finalità della visita medica | Accertare l'assenza di patologie che rendono incompatibile la permanenza | Identificare condizioni di salute che comportino bisogni di assistenza |
Il cambiamento è stato annunciato dal ministro sul profilo X: «I migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri». Per la presa in carico Piantedosi precisa che «i soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare, anche avvalendosi della competente Asl». Per il ministro: «Una misura che consente di garantire la massima tutela della salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio».
Le reazioni di medici e opposizioni
I migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri
Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno
Il presidente degli ordini dei medici, Filippo Anelli, all’ANSA considera positivo il principio di distinguere l’attività del medico dalle decisioni amministrative sull’accesso ai Cpr. «La finalità dell’atto medico è la tutela della salute e la cura della persona, senza discriminazioni e nel pieno rispetto dell’autonomia del giudizio clinico», dice. Anelli aggiunge che è «necessario migliorare pure le condizioni di accoglienza-permanenza nei Cpr. Il medico – dice – deve poter valutare e segnalare ogni rischio per la salute, compreso quello che deriva da ambiente e condizioni di trattenimento».
Per Rifondazione comunista la direttiva è «un atto punitivo» dopo l’indagine di Ravenna e punta a «cacciare i medici considerati sgraditi».






