Da sabato imprese e privati del Veneto possono pre-compilare i moduli del decreto flussi 2027, dichiarando che assumeranno uno o più lavoratori stranieri. La finestra si chiude il 7 dicembre. I lavoratori andranno impiegati in agricoltura, turismo, artigianato e fabbriche, e senza questa operazione non si arriva ad alcun contratto. Il click-day che riguarda davvero il Veneto, quello per stagionali e badanti, è fissato tra gennaio e febbraio.
Il governo ha fissato i numeri complessivi: 165.850 ingressi, mille in più rispetto a quest’anno. Sono 76.200 per lavoro non stagionale, 14 mila per oss e badanti, 89 mila per addetti a turismo e agricoltura a tempo determinato, 650 per gli autonomi. Quanti arriveranno in regione dipende da quante pre-compilazioni verranno caricate: se le domande saranno poche, saranno poche anche le quote concesse al Veneto.
Le richieste di assunzione in agricoltura, provincia per provincia
In agricoltura, il settore con più quote, dal Trevigiano sono state presentate 326 domande di assunzione e 384 dal Padovano. Il Veneziano arriva a 589, il Polesine a 726. Il Veronese è l’unica provincia a quattro cifre, con 4.075 richieste. Industriali, albergatori, esercenti e agricoltori denunciano carenze di addetti (il servizio del Corriere del Veneto).
Schiavon: «Si tratta di un canale che non funziona»
Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi e Confturismo Veneto, parla di numeri accordati «troppo bassi»: 1.064 stagionali nel 2026 a fronte di 15.075 contratti nel turismo in tutta Italia. Per lui «servono procedure più snelle». Nei picchi di attività il turismo impiega duecentomila persone, «di cui 60 mila negli hotel», e «il 30% degli impiegati ha più di 50 anni». «In prospettiva, guardare fuori dall’Europa sarà fondamentale», aggiunge, ricordando un problema che riguarda tutti: «Quando arrivano qui, dove vanno poi a vivere?».
Confindustria Veneto, in una nota, definisce il meccanismo «inadeguato», «trasformandosi in una vera e propria lotteria che premia la fortuna e la velocità di una connessione internet anziché il merito, le competenze e i reali fabbisogni delle imprese». Le quote 2026 hanno concesso l’assunzione a 2.134 non stagionali. L’organizzazione chiede «una svolta radicale», con una programmazione dei flussi «stabile, trasparente e pluriennale».
La Cgil: regolarizzare chi è già in Italia
Silvana Fanelli, Cgil Veneto, parte dai numeri delle richieste: «Il sistema non funziona». La proposta del sindacato è un provvedimento per chi è già nel Paese, sul modello di quello varato per le badanti durante la pandemia: «Erano qui e non si sarebbero potute muovere altrimenti». Sui tempi insiste Coldiretti, che sulle quote non protesta: «I numeri ci bastano». Una volta ottenuto il via libera, però, i visti arrivano a stagione finita, e «nella raccolta delle fragole 2027 saranno impiegati gli stagionali di quest’anno» (Corriere del Veneto).







