di Michela Dell’Amico
Pellicce sintetiche e borsette in finta pelle mezzo seppellite dalla sabbia, con ancora il cartellino attaccato e le progressive svalutazioni di prezzo, nel fallito tentativo di vederle scontate. La fast fashion corre più veloce della possibilità di acquisto delle persone, e vale talmente poco (economicamente) che una volta considerata definitivamente invenduta viene buttata. Per di più, all’aria aperta, in un habitat delicato come il deserto dell’Atacama, nel Nord del Cile. Le immagini dell’inchiesta di France Press hanno fatto il giro del mondo:
Enormi cumuli di vestiti, usati per pochi giorni o addirittura nuovi, realizzati sfruttando il basso costo del lavoro e le sacche di povertà di Cina e Bangladesh, giungono regolarmente al porto cileno di Iquique. Prima di liberarsene, si tenta di rivenderli in Sud America. Alla fine, una media di 39mila tonnellate finisce scaricato illegalmente nel deserto nell’area dell’Alto Hospicio. “lo Stato ci ha abbandonato. Siamo diventati una zona di sacrificio”: ha dichiarato Patricio Ferreira, il sindaco del paese.
Un mare di stracci, che periodicamente viene dato alle fiamme avvelenando l’aria, o seppellito sotto le dune. Poche e con poche risorse le realtà che tentano disperatamente di contrastare il fenomeno. Tra tutte, l’organizzazione senza scopo di lucro Desierto Vestido, che si batte anche via social per combattere la piaga dei rifiuti tessili, creando consapevolezza su questo dramma ambientale, nella regione come nel resto del mondo. Tra le altre iniziative, l’azienda Ecofibra, che ricicla i rifiuti tessili che riesce a raccogliere nel deserto di Atacama per creare pannelli per l’isolamento termico e acustico.
Poca cosa, per quanto coraggiosa, rispetto a un fenomeno dalle dimensioni enormi, che solo un cambio di passo e mentalità nei paesi occidentali potrebbe ridimensionare. Stati Uniti, Europa e Canada sono la fonte principale di uno spreco infinito i cui rifiuti finiscono poi, come in questo caso, nei Paesi meno attrezzati per il recupero (ammesso che il recupero sia una soluzione).





