
Photo: creative commons / Kristoffer Tripplaar / World Bank
Celebre in tutto il mondo per i suoi studi sugli scimpanzé del Parco nazionale del Gombe Stream in Africa, l’etologa e antropologa inglese Jane Goodall ha tenuto ieri una lezione al convegno “Esseri senzienti. Le ragioni di una speranza” promosso dall’Unione Buddhista Italiana.
La studiosa 88enne ha ricordato come tutto nell’ecosistema sia interconnesso. “Ogni specie vegetale e animale – ha detto – ha un ruolo da svolgere nel bellissimo arazzo vivente. Ogni volta che una specie si estingue localmente è come se si tirasse un filo da quell’arazzo. Se si tirano abbastanza fili, l’arazzo cadrà a brandelli e l’ecosistema crollerà”.

Fervente sostenitrice di cause ambientaliste e umanitarie, grazie al suo impegno scientifico, politico e sociale, Jane Goodall ha ricevuto numerose onorificenze, fra cui la Medaglia della Tanzania, il prestigioso Premio di Kyoto, la Medaglia Benjamin Franklin per le scienze della vita, e il Premio Gandhi-King per la nonviolenza. Nell’aprile del 2002, Kofi Annan l’ha nominata Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, mentre nel 2011 è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Nel 1960 il noto paleoantropologo inglese Louis Leakey, ritenendo che lo studio delle grandi scimmie antropomorfe potesse fornire indicazioni importanti sul comportamento dei primi ominidi, inviò Jane Goodall a osservare il comportamento degli scimpanzé del Gombe Stream National Park (all’epoca Gombe Stream Chimpanzee Reserve), in Tanzania. Goodall è diventata così la prima scienziata a studiare la vita degli scimpanzé nel loro ambiente naturale e il primo essere umano adulto ad essere accettato in una comunità di scimmie antropomorfe.
Nei cinquant’anni del suo lavoro, non solo si è dedicata alla necessità di proteggere gli scimpanzé, ma ha anche ridefinito la necessità di includere le esigenze della popolazione locale e l’ambiente nei programmi di conservazione delle specie animali. Nel 1977 ha fondato il Jane Goodall Institute, realtà che sostiene ricerche sul campo, progetti di conservazione degli scimpanzé e del loro ambiente, e progetti di educazione ambientale e interculturale.
“Riconoscersi in una relazione di connessione e reciprocità con la Terra, spostare lo sguardo e trasformare una visione antropocentrica in eco-centrica, nel riconoscimento dell’interdipendenza di ogni forma di vita e della sacralità di ciascuna forma di vita – ha dichiarato Filippo Scianna, Presidente di Unione Buddhista Italiana – è alla base del nostro agire ed è il sentire che ci accomuna alla straordinaria vita di Jane Goodall e al lavoro del Jane Goodall Institute.”
Daniela De Donno, presidente del Jane Goodall Institute Italia ha spiegato che Jane Goodall è in Italia anche per sostenere la proposta “che ha inviato insieme a noi al Governo italiano, per migliorare attraverso un decreto ministeriale le condizioni di vita delle scimmie antropomorfe in cattività nel nostro Paese, garantendo loro benessere fisico e psicologico”.





