Tra pochi giorni prenderà luogo il prossimo G7. Il vertice che prenderà luogo tra i capi di Stato in Francia, nella città di Évian-les-Bains è fissato dal 15 al 17 giugno 2026.
Le nazioni del G7 arrivano alla tavola rotonda avendo già raggiunto un’intesa per stanziare nuovi fondi destinati all’adattamento delle infrastrutture nei paesi in via di sviluppo.
La situazione legata al rischio ecologico diventa via via sempre più pesante – per usare un eufemismo – e merita l’attenzione dei potenti.

Del resto, l’indice del rischio climatico parla chiaro. Gli eventi climatici catastrofici come tifoni e uragani (vedi Sardegna quest’anno) sono e saranno sempre più diffusi.
L’Europa deve necessariamente farsi trovare pronta per qualcosa che è sempre sembrato “tropicale” e lontano da noi. La mitigazione (riduzione delle emissioni) non è più l’unico focus della Commissione UE.
L’accordo prevede la messa in atto di sistemi di allerta precoce in tutto il Sud globale e il finanziamento di dighe, barriere e infrastrutture di drenaggio.
La sfida dell’adattamento: Priorità del G7 2026
I capi stato, compreso il premier italiano, a Évian devono tradurre le dichiarazioni programmatiche di Aprile in finanziamenti operativi.
| Evento Estremo | Impatto Economico/Sociale 2026 | Focus di Intervento G7 |
| Inondazioni e Alluvioni | Distruzione di infrastrutture idriche e agricole in aree vulnerabili. | Drenaggio e gestione bacini idrici. |
| Siccità prolungata | Crisi della sicurezza alimentare e carestie. | Trasferimento tecnologico per l’irrigazione efficiente e l’uso di dati satellitari. |
| Tempeste e Cicloni | Danni catastrofici alle zone costiere e portuali. | Supporto ai sistemi di “Early Warning” per proteggere le comunità più vicine al rischio. |
| Inquinamento/PFAS | Contaminazione delle falde idriche (con rischi sanitari annessi). | Creazione della “PFAS Knowledge Platform” per ridefinire gli standard globali. |
Fonte: https://www.iges.or.jp/en/projects/g7-2026
Verso un’agenda globale per il clima
Neanche l’ottimista più incauto può pensare al meeting di Évian come un punto di arrivo. L’argent che verrà messo sul tavolo dovrà essere speso con criterio e con un progetto serio in mente, con gli stati europei che stanno facendo palestra con i fondi del PNRR.
La situazione geopolitica di questo periodo storico non permette lo sperpero di risorse, neanche temporali. Sarà dunque fondamentale il pragmatismo.
Le decisioni prese dai leader in questi giorni fungeranno da base politica per altri due grandi appuntamenti che chiuderanno l’anno in corso:
- la COP31 in Turchia, prevista per novembre;
- e la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Acqua a dicembre ad Abu Dhabi.
Il successo di questa edizione del G7 sarà misurabile e il metro sarà dunque la capacità di trasformare questi impegni in un sistema di protezione finanziaria sistematico e coerente.
Secondo le fonti, la challenge principale è quella di superare la frammentazione fra gli stati membri. La soluzione più probabile è puntare sugli strumenti come la “PFAS Knowledge Platform” e il rafforzamento delle reti di allerta.







