Bbt Se, la società incaricata di costruire e gestire il tunnel del Brennero, ha confermato di essere stata oggetto di «un attacco informatico mirato, nel corso del quale soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati accessibili tramite Internet». Lo ha comunicato la società in una nota citata da Domani.
Bbt Se ha attivato «i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all’immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi». La società assicura che «sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti» e che «non ci sono ripercussioni sulle attività operative». La società non ha fornito dettagli sulle tempistiche e sono in corso approfondimenti.
La pista russa sugli allarmi ai voli
Le agenzie di sicurezza europee stanno indagando per accertare se le minacce di bomba coordinate che questa settimana hanno preso di mira decine di voli europei possano avere avuto origine in Russia. Il Financial Times, citando funzionari dell’intelligence, riferisce di un’indagine transfrontaliera tra i servizi europei per risalire all’origine delle minacce, come riporta Tgcom24.
Alcuni esponenti dell’intelligence europea ritengono che l’origine russa sia la più probabile, per movente, modalità operative, precedenti e primi indizi emersi. L’ipotesi di lavoro è che le minacce siano di attivisti filo-Cremlino o gruppi hacker. I funzionari europei avvertono che l’attribuzione concreta delle responsabilità sui falsi allarmi bomba resta incerta e che potrebbe non essere possibile arrivare a una conclusione definitiva.
Le email sono state inviate da diversi account anonimi e da differenti aree geografiche; una è stata rintracciata in Colombia. Molti messaggi erano scritti nella lingua dei destinatari. In una email inviata ieri ai media irlandesi, gli autori sostenevano di aver «sperimentato il multithreading» e di aver reclutato residenti europei, oltre ad avere ottenuto accesso a dispositivi, server e account compromessi.
Il gruppo Everest e i precedenti
Secondo il quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, per l’attacco a Bbt Se gli inquirenti sospettano il gruppo noto come «Everest», riconducibile all’ambiente della cybercriminalità di lingua russa. La rete di estorsione internazionale è specializzata nel furto di dati, nella minaccia di pubblicazione online e nella richiesta di denaro in cambio del silenzio. Il gruppo inserisce il tunnel del Brennero nella propria piattaforma dark web come obiettivo.
Il Financial Times ricorda che una minaccia inviata giovedì all’aeroporto di Fiumicino era stata attribuita al gruppo sciovinista russo Male State. Il fondatore Vladislav Pozdnyakov ha negato il coinvolgimento dell’organizzazione. In passato, secondo Vidas Ksanas, responsabile della sicurezza degli aeroporti lituani, il gruppo o qualcuno che dichiarava di rappresentarlo aveva già inviato diverse minacce di bomba agli aeroporti del Paese. Nell’ottobre 2023 oltre 1.500 falsi allarmi avevano preso di mira scuole e asili in Lituania. Le autorità di Vilnius avevano accusato un «attore statale», senza identificarlo pubblicamente, mentre negli ambienti dell’intelligence la responsabilità era stata attribuita ad attivisti russi, probabilmente incoraggiati dai servizi del Cremlino.






