Come ogni anno di questi tempi il Sole 24 Ore pubblica i risultati della sua indagine sulla qualità della vita nelle nostre città, un progetto a cura di Michela Finizio, Giacomo Bagnasco e Marta Cadei, che dal 1990 analizza il benessere nel nostro Paese sulla base del punteggio di 90 indicatori suddivisi in sei macrocategorie tematiche (ciascuna composta da 15 indicatori): ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia, società e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.
A conquistare il primo posto della classifica per questa 34ª edizione dell’indagine sui territori più vivibili (107 le province italiane prese in esame) è la provincia di Udine. Dopo essersi piazzato nella top ten solo tre volte dal 1990 (prima edizione) ad oggi (nel 2016, nel 2020 e nel 2021), il capoluogo friulano ottiene per la prima volta nella sua storia la medaglia d’oro grazie al primo posto nell’indice sintetico della “Qualità della vita delle donne”, l’ottavo in quello che misura la “Qualità della vita dei bambini” e il quarto posto nella categoria “Giustizia e sicurezza” per il basso numero di incendi, delitti informatici e furti di autovetture. Udine primeggia anche per il minor numero di famiglie con Isee sotto i 7mila euro e di imprese in fallimento, oltre a detenere il record per numero di strutture dedicate al benessere fisico (palestre, piscine e centri per il wellness).

La seconda classificata è Bologna, vincitrice dell’edizione 2022 dell’indagine e ancora saldamente prima nella categoria “Demografia, salute e società”, forte dei livelli d’istruzione elevati.
Sul podio, al terzo posto, c’è invece Trento, già vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023. Immediatamente dopo troviamo Aosta e immediatamente sotto Bergamo, quest’anno capitale della cultura insieme a Brescia che conquista anche il primato nella classifica tematica di “Ambiente e servizi”. La top ten vede il ritorno di Modena e la riconferma di Milano, all’8° posto, che resta prima nella categoria “Affari e lavoro”, mentre Firenze che, salita sul podio l’anno scorso, è adesso sesta.

Nelle zone basse della classifica troviamo Latina (87ª), Imperia (81ª), Frosinone (80ª) e Alessandria (70ª), alle quali si sono aggiunte Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª). Anche quest’anno, esaminando le 40 ultime posizioni 31 risultano essere province del Sud e delle Isole (con l’unica eccezione di Cagliari che arriva al 23° posto).
Tra le città campane la prestazione peggiore è quella di Napoli che perde sette posizioni e scivola al 105esimo posto, terzultima. Poco più in alto c’è Caserta, che pur guadagnando una posizione, rimane vicina al fondo della graduatoria, nella posizione 98, mentre Salerno è 88esima e Benevento, la più alta delle campane, è al 78° posto.
La Sicilia, invece, vede Enna risalire la classifica di 10 posizioni e piazzarsi al 90esimo posto.
La prima città nell’isola è Ragusa che, come l’anno scorso, occupa soltanto la 86esima posizione. Invariata anche la posizione di Messina (87ª). Palermo scende di sette posizioni ed è ora 95esima, mentre Siracusa perde ben 14 posizioni e scivola al 104esimo. Fa peggio solo Caltanissetta, penultima in Italia al 106esimo posto.
Male anche la Puglia che vede tutte le sue province nella metà più bassa dell’elenco, con Foggia che dopo 12 anni riconquista la maglia nera scendendo di tre posti rispetto al 2022 e piazzandosi al 107esimo posto, ultimo posto assoluto della classifica 2023.
La più alta delle pugliesi è Bari che si piazza al 69esimo posto perdendo tre posizioni rispetto allo scorso anno. Per Brindisi soltanto il 100esimo posto.







