di Michela Dell’Amico
Madrid combatte l’isola di calore delle sue notti estive circondandosi di un mare di verde. Conosciuta come Beltway negli Stati Uniti o Ring road in Europa, la capitale spagnola ha già la sua “via verde”, annunciata un anno fa e ora completa all’80%. Il progetto di foresta urbana prevede la piantumazione di quasi mezzo milione di alberi su un perimetro di 46 miglia (75 km) intorno alla città, unendo le aeree verdi già esistenti per ampliare l’abbraccio verde alla grande città spagnola, sempre più calda. Oltre a rinfrescare, quando gli alberi avranno raggiunto la piena maturità, e progressivamente sempre di più, la foresta assorbirà circa 175.000 tonnellate di CO2 all’anno. In 30 anni sarà in grado di assorbirne 500.000 tonnellate.

Pino nero, faggio, ginepro spagnolo e varie specie di querce autoctoni, che richiedono poca acqua o condizioni del suolo simili a quelle del centro della Spagna, andranno a costituire la nuova foresta. “Vogliamo migliorare la qualità dell’aria in tutta la città e combattere l’effetto ‘isola di calore’ che da anni colpisce soprattutto il centro città, assorbire le emissioni di gas serra generate dai suoi abitanti e lo stiamo facendo collegando tutte le masse forestali che già esistono in giro per la città”, ha commentato Mariano Fuentes, assessore all’ambiente e allo sviluppo urbano di Madrid, a Euronews.
Fuentes ha spiegato che le grandi città, responsabili dei tre quarti di tutta la CO2 prodotta dall’uomo, tendono ad assorbire molto più calore rispetto alle campagne circostanti, ne abbiamo parlato anche qui, e i modi per combattere il cambiamento climatico e il degrado ambientale generale hanno insomma bisogno di un’azione su più fronti. “Serve una strategia globale”, ha aggiunto Fuentes. “Non si tratta solo di auto, ma anche di una strategia di pedonalizzazione, della creazione di corridoi ambientali in ogni quartiere… e soprattutto… per coinvolgere i cittadini in questa nuova cultura del verde, è fondamentale che ogni città affronti al meglio il prossimo futuro”.
Gli esperti hanno assicurato che “non è un parco”, ma certamente è anche un luogo di svago e riposo per gli abitanti di Madrid, oltreché un habitat per gli animali e un polmone verde in grado di assorbire inquinanti e il calore in eccesso della megalopoli europea da 3,3 milioni di persone. Spazi pedonali e ciclabili attraversano la foresta, con l’obiettivo di creare “ecodotti” in grado di collegare le varie parti della città con le periferie: nastri di natura selvaggia che corrono tra fabbriche e case.
Madrid non è l’unica città che lavora in questo senso. Bangkok, in Thailandia e Medellin, in Colombia, sono altri esempi di città che cercano nel verde una protezione da inquinamento e calura. La direzione è quella suggerita dal Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino dell’ecosistema, una spinta globale per incentivare lo sviluppo di spazi naturali persi a causa dello sviluppo delle città.
Completare una cintura verde attorno a una metropoli non è comunque cosa facile. A Madrid, il completamento del cerchio comporterà la piantumazione dei terreni individuati, con le relative approvazioni ai piani e i compensi, non indifferenti, ai proprietari terrieri. Lo sforzo è notevole, ma sempre più necessario.





