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Pagina iniziale Ambiente

Criminali ambientali, una fototrappola vi incastrerà

Redazione TheMapReport di Redazione TheMapReport
Agosto 20, 2021
in Ambiente
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di Michela Dell’Amico

Si diffonde e si rafforza in Italia la lotta all’abbandono di rifiuti, reato tanto grave quanto diffuso, anche grazie all’utilizzo di tecnologie di ultima generazione: telecamere intelligenti, ma anche droni e progetti dedicati.
Partiamo dal Comune di Prato, che – in collaborazione con l’azienda smaltimento rifiuti, Alia, e la polizia municipale – attiverà da settembre cinque videocamere intelligenti in grado di registrare i comportamenti scorretti e avvisare le autorità competenti in tempo reale.
Le piccole fototrappole, ben mimetizzate, saranno attive 24 ore su 24 per quattro giorni consecutivi prima di essere ricaricate, monitorando strade e luoghi isolati. Non solo registrano, ma riescono anche a rilevare l’abbandono di rifiuti, che fa scattare l’invio di una email di allerta al comando della polizia municipale, con tutte le informazioni utili per l’identificazione del colpevole. Le sanzioni vanno da 600 euro e comprendono anche la denuncia penale.

A seguito di una stretta sui controlli, già nei primi 6 mesi del 2021 sono state oltre 400 le sanzioni eseguite per abbandono di rifiuti a Prato: differenziazione non corretta ed errato conferimento dei sacchi nelle vicinanze dei contenitori stradali. Tra le infrazioni più comuni: l’abbandono di rifiuti accanto alle campane del vetro o degli abiti usati. C’è da dire però che il servizio Alia di raccolta rifiuti ingombranti è – a giudicare dai commenti lasciati all’azienda su Google – quanto meno carente, con molti utenti che lamentano gli alti costi delle telefonate per prenotare il servizio, che poi, scrivono, non trovano risposta.
Iniziative simili, improntate alla tolleranza zero, sono comunque molte e diffuse in tutta Italia. A Carpi, Modena, per esempio, entreranno in funzione a giorni le nuove telecamere che terranno sotto controllo cinque postazioni di cassonetti per la raccolta differenziata, al fine di dare un volto a chi lascia “il pattume” fuori dai contenitori o porta voluminosi ingombranti, o inquinanti Raee.
“Il Comune si è dotato di telecamere “intelligenti” in grado di riprendere da più parti la posizione inquadrata, che si attivano con rilevatori di movimento e che memorizzano i filmati quando la registrazione è completa”, spiega l’assessora, Mariella Lugli. Altre telecamere stanno per essere avviate nei Comuni vicini. “Non si tratta solo di un danno all’ambiente, ma anche alla collettività, avendo una ricaduta diretta sul costo del servizio”.

Le zone dove installare i nuovi dispositivi sono quelle dove l’abbandono è più frequente. Ma attenzione, perché le telecamere, tutte segnalate da appositi cartelli, saranno poi spostate a rotazione in altre aree.
Carabinieri all’opera anche a Catania. Qui il fenomeno è talmente diffuso, che lungo il Viale Giuseppe Lainò, una traversa – Strada Sgroppillo – è stata rinominata “Via della discarica” dai residenti, esasperati. Ora, tramite un sistema di videosorveglianza, è stato possibile risalire ai colpevoli, che tipicamente abbandonano sacchi di rifiuti indifferenziati, in violazione peraltro delle ordinanze locali sulla differenziata. Numerosi anche i dipendenti di imprese edili trovati a disfarsi dei materiali di risulta, reato penale. In pochi giorni sono state consegnate 21 sanzioni per un totale di 12.600 euro.
Anche ad Arezzo giro di vite su chi abbandona rifiuti. Il Comune di Cortona ha reso noto che negli ultimi mesi sono già 23 i verbali per scarico di rifiuti ingombranti o all’abbandono di sacchetti fuori dai contenitori. Anche qui, merito delle fototrappole, sono stati accertati anche episodi di “pendolarismo della spazzatura”, casi ripetuti di scarichi ingenti.
A San Giuliano Terme, Pisa, l’assessore Filippo Pancrazzi ha aperto una guerra contro il problema, con una serie di sanzioni arrivate a seguito del potenziamento dei controlli. “Un comportamento inaccettabile con le tante campagne di sensibilizzazione portate avanti negli ultimi anni e a fronte dell’impegno non soltanto dell’amministrazione ma di tutti i cittadini. L’abbandono dei rifiuti è una pratica odiosa che danneggia tutti. Abbiamo potenziato il sistema di monitoraggio del territorio attraverso la creazione di un nucleo di polizia ambientale dedicato, e questi sono i primi risultati, continueremo su questa strada: sia sul fronte dei controlli che dell’inasprimento delle sanzioni per chi abbandona rifiuti”.

Ma a quanto ammontano le sanzioni per abbandono dei rifiuti? Un privato rischia prima di tutto un’ammenda da 300 € a 3.000 € se il materiale abbandonato non è pericoloso, ma tale sanzione può essere raddoppiata in caso di rifiuti pericolosi. Se il trasgressore è un soggetto giuridico, come ad esempio un’azienda, viene denunciato all’autorità giudiziaria ed è passibile di denuncia penale con arresto da 3 mesi a 1 anno e ammenda da 2.600 € a 26.000 € (abbandono di rifiuti non pericolosi), oppure con arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 € a 26.000 € (abbandono di rifiuti pericolosi). In tutti i casi, i colpevoli devono ripristinare lo stato dei luoghi e sostenere le spese per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati.
Una buona notizia arriva oggi dalla community Marketers, creata nel 2015 per dare vita ad una nuova generazione di imprese e imprenditori digitali. WeClean, una nuova Associazione di Promozione Sociale (APS) senza scopo di lucro è appena nata dall’esigenza di ripulire e contrastare l’abbandono di rifiuti nelle zone di pregio paesaggistico e ambientale. Lo sforzo è portare un cambio di cultura e di mentalità soprattutto tra i giovani, con il coinvolgimento diretto nelle azioni di recupero ambientale e lo sviluppo di attività e tecnologie per il reimpiego e il riutilizzo dei rifiuti recuperati.
Tra le altre cose, WeClean propone a enti pubblici, aziende private, operatori dei differenti settori del turismo, scuole e privati cittadini l’adozione virtuale di porzioni del territorio di particolare pregio, per garantirne la conservazione, la pulizia e la riqualificazione. Come? Con mezzi a impatto ridotto come droni o e-bike.

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La redazione del quotidiano italiano TheMapReport è attiva dal 2019 e opera nel rispetto dei principi di veridicità, accuratezza, indipendenza e responsabilità sociale. TheMapReport si avvale di diversi giornalisti interni e di numerosi collaboratori esterni.

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