Secondo Sam Altman, fondatore di OpenAI, ChatGPT consuma la punta di un cucchiaino di acqua per ogni singola interazione. Per ogni domanda che facciamo, viene consumata una piccola goccia. Ogni giorno ChatGPT riceve oltre un miliardo di messaggi e, attenzione, oggi ChatGPT non è certo l’unica intelligenza artificiale disponibile.
Altman considera l’acqua che viene usata per il raffreddamento e per generare elettricità. Infatti, ogni volta che viene inviato un prompt a un’IA, questa deve eseguire calcoli complessi per comprendere e rispondere.
Questo lavoro viene svolto dai chip informatici più potenti e specializzati al mondo, ospitati all’interno di enormi data center. L’enorme potenza di calcolo necessaria per soddisfare tutte queste richieste genera calore: le infrastrutture hardware rischiano di surriscaldarsi ed è necessario raffreddarle con acqua
Deve essere acqua potabile, senza batteri e altri contaminanti che potrebbero compromettere l’integrità delle strutture. Ma poi l’acqua serve anche per generare l’elettricità per far funzionare i componenti hardware, oltre che per produrre chip necessari per il funzionamento dell’IA.
Quindi l’acqua viene utilizzata direttamente e indirettamente. È difficile ottenere cifre precise su quanta acqua serva per costruire i sistemi di IA e farli funzionare è difficile.
Google, Meta e Microsoft pubblicano ogni anno dati che mostrano come i loro data center utilizzino miliardi di litri d’acqua ogni anno dalle fonti locali, ma nessuno di loro indica quanta di questa sia dovuta all’IA. La maggior parte dei colossi tecnologici riconosce l’impatto che questo sta avendo. Molti, tra cui Google, Microsoft e Meta, si sono impegnati a diventare “water neutral” entro il 2030.
Ecco perché Peter Thiel di Palantir è a capo di un round di finanziamenti per 140 milioni di dollari per sviluppare data center in gigantesche boe galleggianti in mare aperto.
Ed ecco perché la Cina ha già implementato un progetto che vede un data center al largo di Shanghai, a dieci metri di profondità, alimentato per il 95% dalle turbine in mare che abbatte il consumo elettrico del 22,8%.







