Nei primi otto mesi del 2026 il prelievo erariale sugli apparecchi da gioco è stato di 3,2 miliardi di euro. Lo riporta il Conto riassuntivo del Tesoro relativo al periodo gennaio-agosto, il documento che ricostruisce le entrate dello Stato. Rispetto agli oltre 3,4 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025, il calo è del 5,8%. Il documento è stato diffuso l’8 ottobre.
Quasi 4 miliardi dalla voce sulle attività di gioco
Nel capitolo delle entrate tributarie da gestione monopoli, la voce «Tasse e imposte su attività di gioco» arriva a un totale di quasi 4 miliardi di euro. Dentro il capitolo convivono importi diversi: i proventi delle attività di gioco valgono 266,9 milioni, mentre 371,2 milioni derivano dalla quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici. Al diritto fisso erariale sui concorsi pronostici corrispondono 51,2 milioni.
Le entrate tributarie da gestione monopoli e quelle extratributarie sono esposte in sezioni distinte del Conto. Nella prima rientrano imposte e tasse sul gioco; nella seconda canoni di concessione, proventi del Lotto e lotterie.
Canoni di concessione e bingo
Sul fronte delle entrate extratributarie, il Mef indica 323,4 milioni incassati dai canoni di concessione per la gestione della rete telematica degli apparecchi da divertimento e intrattenimento e dai giochi numerici a totalizzatore nazionale. Dai versamenti dei concessionari degli apparecchi arrivano oltre 1,3 milioni di euro, dai proventi del gioco del bingo 112,2 milioni.
Il peso di Lotto e lotterie istantanee
Il Lotto compare su due righe del Conto: 409,1 milioni dalla ritenuta del 6% sulle vincite e 758,7 milioni di proventi iscritti tra le altre entrate extratributarie. La cifra più alta del comparto giochi resta quella delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea, con 1,26 miliardi di euro nei primi otto mesi dell’anno.







