L’Unione sindacale di base ha proclamato uno sciopero generale per venerdì 30 ottobre, che coinvolgerà tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. Sanità, scuola, trasporti e servizi portuali sono i comparti indicati nella proclamazione. Cortei e presìdi sono previsti in almeno 41 città distribuite in 18 regioni, con un calendario ancora in aggiornamento.
La mobilitazione è indetta «Contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per i loro diritti». La data scelta serve a unire le istanze delle proteste in corso: il 16 ottobre le centinaia di migliaia di studenti erano scesi in piazza per il No Meloni Day. Il 30 ottobre, a livello internazionale, incroceranno le braccia i lavoratori portuali contro la guerra e il traffico di armi; secondo Usb saranno oltre 100 i porti coinvolti, distribuiti su quattro continenti.
Trasporti, gli orari dello stop
Per le ferrovie lo stop parte alle 21 di giovedì 29 ottobre e dura 24 ore. Trenitalia garantirà i servizi essenziali previsti nei giorni feriali; per i collegamenti FrecciaLink non sono previste fasce di garanzia. Variazioni sono possibili anche prima e dopo gli orari dello sciopero.
Nel trasporto aereo la mobilitazione dura 24 ore, a partire dalla mezzanotte del 30 ottobre. Negli aeroporti di Firenze e Pisa si ferma anche il personale delle società Consulta, GH Toscana e Toscana Aeroporti. Per autobus, tram e metropolitane orari e fasce di garanzia sono definiti a livello locale. Nel comparto autostradale la protesta inizia alle 22 del 29 ottobre; il servizio taxi è coinvolto per tutta la giornata del 30. Lo sciopero riguarda anche i lavoratori portuali e il trasporto marittimo.
Scuola, sanità e servizi essenziali
Alla mobilitazione dell’Usb si aggiunge lo sciopero generale indetto da Usi-Cit, con l’adesione di Cub Scuola Università Ricerca, Cub Sanità, Fisi e Flmuniti-Cub. Nell’istruzione la protesta potrà coinvolgere tutto il personale scolastico, con possibili interruzioni delle attività didattiche.
Nella sanità pubblica e privata lo sciopero può rallentare prestazioni ambulatoriali, visite già programmate e attività non urgenti. Resta garantita la tutela dei servizi essenziali, compreso il pronto soccorso. La partecipazione non è automatica per tutti gli addetti e l’entità delle ripercussioni dipenderà dalle adesioni registrate.
Le richieste e le piazze
Le richieste portate in piazza: salari più alti, il ripristino della scala mobile, lo stop alla crescita dei prezzi, la riduzione dell’Iva sui beni di prima necessità, il no alle politiche di riarmo, la difesa del lavoro e dell’industria, l’opposizione alla speculazione immobiliare e finanziaria. Usb accusa l’esecutivo di smantellare ciò che resta dell’industria italiana, «dall’Ilva all’automotive», e le altre grandi organizzazioni sindacali di «restare a guardare».
In una nota il sindacato scrive: «In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo» e «Il 30 ottobre scioperiamo e blocchiamo tutto, ancora una volta, per dire chiaramente che i soldi vanno investiti nell’istruzione, nella sanità, nei salari, nelle pensioni e non nella guerra».
Il calendario aggiornato indica, tra le altre:
- Roma, ore 10.30 in piazza dei Cinquecento
- Milano, ore 10 in piazza Duca d’Aosta
- Torino, ore 9.30 in piazza Palazzo di Città
- Napoli, ore 9.30 in piazza Mancini
- Bologna, ore 9.30 in piazza Maggiore
- Palermo, ore 9 in piazza Politeama
- Cagliari, ore 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto
- Trieste, ore 9 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo







