Acciaierie d’Italia ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 40 dei 51 dirigenti a tempo indeterminato. I commissari straordinari hanno formalizzato la decisione e l’hanno comunicata il 22 ottobre 2026; l’azienda ne ha dato notizia il 23 ottobre, come riporta QuiFinanza. La misura riguarda lo stabilimento siderurgico di Taranto e nasce dal ridimensionamento delle attività produttive dopo la chiusura dell’area a caldo.
La sospensione disposta dalla Corte d’Appello di Milano
Il 27 luglio la Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione delle attività dell’area a caldo entro il 25 ottobre. Da quel provvedimento è partita una revisione della programmazione industriale: revoca degli ordini sulle materie prime, dismissione del ciclo integrale di produzione, ridimensionamento della struttura organizzativa. La necessità della procedura deriva dalla crisi aziendale e dal provvedimento della Corte d’Appello di Milano.
La comunicazione indica anche la distribuzione geografica dei 51 dirigenti a tempo indeterminato, in maggioranza a Taranto, senza precisare quanti dei 40 esuberi ricadano in ciascuno stabilimento. A Taranto, dove lavora la quota maggiore, l’impatto sarà più ampio. Gli esuberi riguardano in prevalenza dirigenti impegnati in attività di supporto tecnico e operativo dell’area a caldo; altri ricoprono posizioni di comando e staff che la nuova organizzazione considera non più funzionali. La ristrutturazione tocca sia le figure collegate al funzionamento del ciclo a caldo sia i ruoli di coordinamento e gestione dello stesso.
Cassa integrazione fino a giugno 2027 e il confronto con i sindacati
L’avvio della procedura non comporta licenziamenti immediati. Il passaggio successivo è il confronto con Federmanager e le rappresentanze sindacali, chiamate a esaminare la procedura e a cercare soluzioni alternative o percorsi di accompagnamento all’uscita. Acciaierie d’Italia ha fatto sapere di essere disponibile a valutare programmi di ricollocamento professionale e altri interventi economici di sostegno per il personale coinvolto.
Nella lettera si precisa che i dirigenti con contratto a tempo determinato saranno i prossimi a essere interessati da un successivo procedimento di adeguamento organizzativo. La revisione della struttura aziendale potrebbe quindi estendersi ad altre figure professionali. La cassa integrazione prosegue fino a giugno 2027; la riduzione delle attività produttive potrebbe riguardare anche i livelli dirigenziali, come ricostruisce la scheda pubblicata oggi.







