Ha toccato quota 88% la quantità di energia fornita al Portogallo dalle fonti rinnovabili durante lo scorso gennaio. A darne notizia è la REN – Redes Energéticas Nacionais, la compagnia nazionale leader del settore energetico. A concorrere al risultato e alla riduzione drastica dell’uso delle centrali a gas, sono state le forti piogge e le condizioni di vento e sole particolarmente favorevoli.
I consumi di energia elettrica in Portogallo – dichiara la REN – hanno registrato a gennaio una crescita del 4,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in leggera flessione al 3,7% dopo aver corretto gli effetti della temperatura e del numero di giornate lavorative.
Grazie alle condizioni climatiche favorevoli per le tecnologie rinnovabili, si sono registrati alti tassi di produttività, in particolare nell’idro con 1,53 (media storica pari a 1), ma anche nel fotovoltaico con 1,18 e nell’eolico con 1,02. La produzione rinnovabile ha fornito l’88% dei consumi (compreso il saldo export), in particolare l’idroelettrico con il 51%, seguito dall’eolico con il 28%, le biomasse con il 5% e il fotovoltaico con il 4%.
Per effetto delle condizioni verificatesi, ma anche dell’aumento della potenza rinnovabile installata nelle diverse tecnologie, sono stati raggiunti a gennaio nuovi massimi storici nei valori istantanei immessi in rete, sia nella produzione idroelettrica che fotovoltaica, che già raggiunge punte giornaliere di circa 1400 MW. Nel caso della produzione idroelettrica è stato registrato il valore mensile più alto di sempre. La produzione non rinnovabile, attraverso centrali a gas naturale, ha fornito il restante 12% dei consumi (compreso il saldo export). Il saldo commerciale con gli esportatori esteri è pari a circa il 4% del consumo nazionale.
Obiettivo del Portogallo è riuscire a generare l’80% del suo consumo annuale di elettricità annuo da fonti rinnovabili entro il 2026, livello che nel 2022 già si attestava al 60%, imponendosi fra le percentuali più alte d’Europa.







