Il bollino italiano che misura la sostenibilità dei materiali gioca il suo asso nella manica a livello continentale. La Fondazione ReMade ha ottenuto la valutazione positiva secondo la procedura EA-1/22 da parte dell’European co-operation for Accreditation.
Tradotto in soldoni? Il sistema di verifica nostrano diventa il primo schema italiano per la tracciabilità del riciclato ad avere un lasciapassare ufficiale spendibile in tutta l’Unione Europea.
Una notizia che non riguarda solo i burocrati dei certificati. Con oltre 400 imprese già a bordo e un catalogo che conta più di 8.000 prodotti (dalle materie plastiche fino alle torce olimpiche di Milano Cortina 2026), la mossa di ReMade — supportata da Accredia e CONAI — serve a mettere un freno all’anarchia delle autocertificazioni ecologiche.
Addio giungla del “greenwashing”
Negli ultimi anni ogni azienda s’è inventata la propria etichetta per dichiarare l’uso di plastica o metallo rigenerato. Risultato: confusione totale per i clienti e mercati bloccati dai dubbi sulle reali percentuali di scarto riutilizzato.
La procedura EA-1/22 della rete europea degli enti di accreditamento fissa paletti precisi per tutta la filiera. Non basta più scrivere “ecologico” sulla confezione: servono audit rigorosi condotti da organismi terzi per verificare da dove arrivano i sottoprodotti e quanta materia prima vergine è stata davvero risparmiata.
Il momento scelto per questo salto di qualità non è casuale:
- Gare d’appalto senza confini: il riconoscimento getta le basi per l’arrivo dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) europei. Chi produce con materiale riciclato certificato potrà partecipare agli acquisti della Pubblica Amministrazione in qualsiasi Paese UE senza dover rifare le carte da capo.
- Filiere internazionali blindate: le aziende italiane che vendono all’estero hanno finalmente in mano uno strumento di verifica riconosciuto dai buyer internazionali, evitando contestazioni sulla veridicità dei dati ambientali.
In un mercato europeo sempre più severo sulle dichiarazioni ambientali, l’accredito di ReMade trasforma un adempimento formale in un vantaggio competitivo concreto. La sostenibilità cessa di essere una bella intenzione da pubblicitari e diventa, a tutti gli effetti, un numero tracciabile sulla bolla di accompagnamento delle merci.







