Il taglio delle accise sul gasolio scade sabato 7 novembre 2026. Nell’edizione odierna della Gazzetta Ufficiale, come riferisce l’ANSA, non compare alcuna indicazione su una proroga. Da domenica 8 novembre il gasolio tornerà all’aliquota ordinaria, con rincari attesi di pochi centesimi al litro e soltanto sul gasolio.
In breve
- Il taglio delle accise sul gasolio scade il 7 novembre 2026 e in Gazzetta Ufficiale non c'è proroga.
- Da domenica 8 novembre il gasolio torna all'aliquota ordinaria con rincari di pochi centesimi.
- Il 7 novembre il gasolio self-service costa in media 2,224 euro al litro; in autostrada sale a 2,277.
- Antonio Tanza (Adusbef) calcola 2,44 euro in più per un pieno da 50 litri.
Lo sconto che viene meno
Il decreto del 28 ottobre aveva rideterminato l’aliquota sugli oli da gas o gasolio usato come carburante in 632,90 euro per mille litri, pari a 4,9 centesimi al litro, Iva compresa, secondo l’ANSA e Il Fatto Quotidiano. La misura valeva per il periodo dal 28 ottobre al 7 novembre. La copertura del provvedimento indicava una quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito Iva conseguito nel periodo dal 1° settembre al 30 settembre 2026, scrive Il Fatto Quotidiano. Il rincaro effettivo dipenderà dalle politiche di prezzo dei singoli distributori e dalla velocità con cui il ripristino dell’accisa ordinaria verrà trasferito sui listini.
La scelta del governo
Secondo Il Sole 24 Ore, il governo ha valutato fino all’ultimo se rinnovare lo sconto tramite il meccanismo delle accise mobili, poi ha scelto il ritorno alle imposte ordinarie. Il ritorno alle imposte ordinarie vale un risparmio giornaliero di circa 3,5 milioni di euro e lascia a disposizione l’extragettito Iva di ottobre, oltre a quello di settembre utilizzato soltanto in parte. Il governo non finanzierà ulteriori sconti, scrive Il Fatto Quotidiano. Fino a venerdì la premier Giorgia Meloni ha tenuto a dire che l’Esecutivo lavora «giorno e notte» su questo fronte.
Prezzi alla pompa e consumatori
Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 7 novembre il gasolio self-service sulla rete stradale nazionale è venduto in media a 2,224 euro al litro; sulle autostrade sale a 2,277 euro, mentre la benzina è rispettivamente a 2,001 e 2,029 euro al litro. Il gasolio ha già superato ampiamente la soglia dei due euro al litro e la benzina è tornata a due euro al litro. Il ministero sottolinea che con il price cap al quale hanno aderito le principali compagnie petrolifere, in gran parte della rete stradale i prezzi self-service restano sotto i 2 euro al litro per la benzina e i 2,20 euro per il gasolio.
| Carburante e rete | Prezzo medio (€/l) |
|---|---|
| Gasolio self-service rete stradale | 2,224 |
| Gasolio self-service autostrada | 2,277 |
| Benzina self-service rete stradale | 2,001 |
| Benzina self-service autostrada | 2,029 |
Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, spiega a Tgcom24: «A partire da domani 8 novembre le accise sul gasolio salgono, compresa l’Iva, di 4,88 centesimi di euro al litro, pari ad una spesa aggiuntiva da 2,44 euro su un pieno da 50 litri». Tanza osserva che lo stop allo sconto arriva in un momento in cui le quotazioni petrolifere registrano un deprezzamento. Tgcom24 riporta che rispetto a fine ottobre, quando il prezzo aveva superato i 117 dollari al barile, il Brent è calato in pochi giorni del 16,2%. Secondo Tanza, Eni e gli altri marchi che hanno avviato price cap e sconti possono ridurre ulteriormente i listini di benzina e gasolio, indipendentemente dalla mancata proroga del taglio alle accise; Eni a fine ottobre aveva annunciato di voler mantenere il price cap fino a fine anno.






