Consumiamo troppo, come se avessimo a disposizione 1,73 pianeti. Il 30 luglio è il cosiddetto Earth Overshoot Day 2026, il giorno in cui l’umanità avrà consumato tutte le risorse che la Terra può rigenerare in un anno.
Cosa succede dal 31 luglio?
Dopo l’Earth Overshoot Day di quest’anno, cominceremo a consumare risorse oltre la capacità di rigenerazione della Terra e cominceremo, quindi, a vivere in debito ecologico.
Non è stato sempre così.
Nel 1970 l’Earth Overshoot Day cadeva il 31 dicembre, quindi non c’erano giorni di sovrasfruttamento. Poi, man mano, le cose sono peggiorate e nel 1990 eravamo al 16 ottobre. C’è da dire che ci sono stati anni anche peggiori di questo, come il 2025, quando questa data è caduta il 24 luglio.
Ecco, a tal proposito, una tabella riepilogativa di Wikipedia:
Legenda:
Anno nel quale l’umanità ha consumato più rapidamente le risorse messe a disposizione dalla biocapacità terrestre.
Anni nei quali il pianeta Terra non ha avuto un overshoot di risorse.
Chi calcola l’Earth Overshoot Day?
L’Earth Overshoot Day viene calcolato ogni anno dall’associazione no profit Global Footprint Network. Si tratta del rapporto tra le risorse che la Terra genera ogni anno e la richiesta dell’umanità per quell’anno, la cosiddetta impronta ecologica.
Ma attenzione. Questo è un dato globale, dato dalla media dei consumi di tutti i Paesi del mondo. Infatti, ci sono Paesi virtuosi e Paesi che terminano le risorse molto in fretta. Tra questi ultimi c’è l’Italia che nel 2022, per esempio, ha consumato tutte le risorse già il 15 maggio.
Le città sono le principali responsabili di questo iperconsumo: più della metà della popolazione vive qui, pur occupando queste solo il 3% della superficie dell’intero pianeta. Del resto, è qui che si produce il 75% del PIL globale, ma anche il 70% delle emissioni di gas serra nel mondo.
Le soluzioni ci sono
A oggi, abbiamo accumulato un debito ecologico di oltre 20 anni. Cosa si può fare per invertire la rotta? Secondo Global Footprint Network, le soluzioni ci sono e sono articolate in cinque punti:
- Energia
Bisogna puntare su decarbonizzazione ed efficienza. Turbine eoliche, grandi parchi solari e piccoli pannelli fotovoltaici, ottimizzazione chimica e controllo dei gas serra. Interventi che potrebbero spostare la data di una ventina di giorni.
- Città
Nel 2050 il 70% della popolazione vivrà nelle città, perciò è fondamentale la loro pianificazione strutturale che deve prevedere mobilità sostenibile, ampliamento delle reti di trasporto, costruzione di nuovi edifici a consumo energetico vicino allo zero.
- Cibo
Il terzo capitolo individuato da Global Footprint Network riguarda la ridefinizione del sistema alimentare che da solo potrebbe spostare la data dell’Overshoot di circa 30 giorni. Ciò include la riduzione dello spreco alimentare, la riduzione del consumo di proteine animali, l’ampliamento dell’agricoltura rigenerativa.
- Pianeta
Proteggere e ripristinare le foreste tropicali sposterebbe indietro la data di 6,5 giorni. Occorre, poi, costante tutela di aree protette e parchi naturali.
- Popolazione
Global Footprint Network ritiene che l’accesso a servizi sanitari e l’aumento dell’istruzione femminile possano contribuire a spostare la data di circa 12 giorni.
Il WWF organizzerà il 3 e 4 ottobre in più di 100 piazze italiane l’evento Urban Nature 2026 per sensibilizzare sull’importanza di questi temi.







