Il 30 ottobre il governo ha annunciato di aver trovato l’accordo con la Commissione europea sul decreto bollette, secondo quanto ricostruito da Eunews. La misura punta ad abbassare i prezzi sussidiando le centrali a gas. Il costo dell’operazione verrebbe recuperato in bolletta dagli stessi consumatori.
Cronologia
- 2022 Spagna e Portogallo introducono l'eccezione iberica, modello del meccanismo italiano.
- ottobre 2026 Lo studio Timera stima un calo medio del prezzo elettrico all'ingrosso di circa 20 euro/MWh nel 2027.
- 27 ottobre 2026 Eurelectric contesta i tetti al gas nei mercati molto interconnessi e propone sostegni temporanei e mirati.
- 30 ottobre 2026 Il governo annuncia di aver trovato l'accordo con la Commissione europea sul decreto bollette.
Il prezzo medio dell’energia elettrica nel mercato spot italiano è compreso tra 240 e 280 euro a megawattora. Secondo il Governo, anche al netto del finanziamento del sussidio, tutti i consumatori ci guadagnerebbero. I venti euro in meno per megawattora annunciati sul mercato elettrico non equivalgono a venti euro risparmiati per ogni megawattora consumato in bolletta.
Come funziona il tetto al gas
Il modello segue quello dell’eccezione iberica introdotta nel 2022 in Spagna e Portogallo. Viene fissato un tetto convenzionale al prezzo del gas usato per formulare le offerte delle centrali termoelettriche. Il GSE riconosce ai produttori la differenza tra il prezzo di riferimento del gas e il tetto, sui volumi consumati per generare elettricità. Le centrali devono trasferire integralmente il beneficio nelle offerte, così il prezzo all’ingrosso dell’elettricità dovrebbe scendere.
Una parte del sussidio sarebbe finanziata dalle rendite di congestione, cioè dagli incassi legati agli scambi sulle interconnessioni elettriche. Il resto verrebbe recuperato con un corrispettivo nel costo del dispacciamento, pagato nuovamente in bolletta dai consumatori finali. Il vantaggio per il consumatore è soltanto la differenza tra il calo del prezzo dell’energia e l’aumento dell’onere.
Nella consultazione 222/2026, ARERA propone di distribuire il costo su tutti i clienti finali, compresi quelli con contratti a prezzo fisso o accordi di acquisto di lungo periodo (PPA). Questi clienti nell’immediato non ricevono il beneficio diretto del calo del prezzo all’ingrosso e contribuirebbero comunque al sussidio. L’Autorità richiama vantaggi indiretti, tra cui minori oneri dell’energy release e possibili risparmi sul bilanciamento; resta da dimostrare che siano sufficienti a giustificare un contributo uguale a quello di chi beneficia pienamente della misura.
Limiti e questioni aperte
Rispetto alla Spagna, l’Italia ha circa 10 GW di interconnessioni con i Paesi confinanti e importa elettricità. Se il prezzo nazionale scende, vendere in Italia diventa meno conveniente e le importazioni si riducono. Per sostituire parte delle importazioni, le centrali italiane a gas devono produrre di più: aumentano la domanda di combustibile e la pressione sul suo prezzo. ICIS stima un rincaro del gas di circa 0,7 euro/MWh. Contemporaneamente diminuiscono le rendite delle interconnessioni, proprio quelle chiamate a finanziare una parte degli aiuti.
Lo studio Timera dell’ottobre 2026, citato da Eunews, stima un calo medio del prezzo elettrico all’ingrosso di circa 20 euro/MWh nel 2027, concentrato soprattutto nel primo trimestre. La simulazione ipotizza per gennaio uno scarto di circa 48 euro/MWh tra il prezzo del gas TTF e il tetto. Solo una frazione del calo arriverebbe ai clienti: il resto sarebbe assorbito dal finanziamento delle misure, dalle minori rendite delle interconnessioni e dagli altri effetti sul mercato. Il prezzo medio ottenuto dagli impianti solari scenderebbe di circa 16 euro/MWh nel 2027, secondo Timera. Eunews scrive che questo può ridurre la redditività delle rinnovabili e rendere meno convenienti nuovi investimenti.
| Grandezza | Valore |
|---|---|
| Calo medio del prezzo elettrico all'ingrosso | circa 20 euro/MWh nel 2027 |
| Scarto a gennaio tra prezzo del gas TTF e tetto | circa 48 euro/MWh |
| Calo del prezzo medio ottenuto dagli impianti solari | circa 16 euro/MWh nel 2027 |
Sui controlli, nel sistema prospettato il GSE paga sulla base dei consumi certificati di gas e la verifica del trasferimento integrale nelle offerte avviene successivamente, con un controllo mensile di primo livello, una valutazione di ARERA e, se necessario, un’istruttoria formale. Il pagamento non è subordinato a un accertamento preventivo. La Spagna, dove non emergono dalle fonti richiamate casi pubblici di sanzioni per mancato trasferimento, non consente conclusioni automatiche sull’Italia.
La relazione tecnica iniziale indicava un beneficio netto di circa 9 euro/MWh per la precedente proposta di neutralizzare i costi della CO₂: per una famiglia con consumi annui di 2 MWh, circa 18 euro l’anno. Il dato si riferisce a un meccanismo precedente e non è applicabile automaticamente alla nuova proposta. Eurelectric, nella lettera del 27 ottobre, contesta i tetti al gas nei mercati molto interconnessi e propone sostegni temporanei e mirati ai consumatori. Il giudizio sul decreto dovrà partire dal risultato netto in bolletta: costi amministrativi, distribuzione degli oneri e qualità dei controlli diventano i fattori decisivi della misura.






