L’amministrazione di Joko Widodo, presidente indonesiano, eletto nel 2014, sta dando buoni risultati nel Paese ricco di foreste vergini, tribù indigene e animali, come gli oranghi, a serio rischio estinzione. Grazie alle sue scelte in tema di riforme dell’uso del suolo e al ripristino di una moratoria del disboscamento, quest’anno, per il quarto anno consecutivo si è registrato addirittura un calo della deforestazione.
Ma facciamo un passo indietro. Sei anni fa l’Indonesia era avvolta dal fumo degli incendi, al punto che gli ospedali erano affollati di pazienti alle prese con problemi respiratori, mentre gli oranghi scappano dai loro alberi, senza trovare alternative. Per oltre due mesi l’impatto devastante dei roghi a tappeto, condotti per guadagnare terra per le coltivazioni di olio di palma, hanno inghiottito milioni di ettari di foresta.
Sono stati dati alle fiamme oltre 2,6 milioni di ettari di foreste, torbiere e altri terreni: all’incirca le dimensioni del Montenegro, moltiplicate per due. In ottobre le emissioni si attestavano su una media di 15,95 milioni di tonnellate di CO2 al giorno, più di quelle dell’intera economia statunitense.
Toccato il fondo, il governo ha deciso di reagire. Si è partiti con una moratoria temporanea sulle licenze per le nuove piantagioni di palma da olio e una seconda moratoria, stavolta permanente, sulla conversione di foreste primarie e terreni torbosi.
I risultati sono stati immediati. Stando al Global Forest Review, il picco della deforestazione in Indonesia è stato raggiunto nel 2016 con la distruzione di 929mila ettari di foreste primarie umide. Ma già l’anno successivo questo dato era crollato a 373mila ettari, continuando poi a decrescere fino ai 270mila ettari del 2020. Quattro anni consecutivi di deforestazione, ma è presto per cantare vittoria. Nel 2020 ha giocato a favore delle grandi foreste anche un clima umido che ha reso più difficoltoso il propagarsi degli incendi; mentre nel 2019 era successo il contrario.
Fatto sta tuttavia che nell’aprile di quest’anno, il World Resources Institute ha pubblicato il succitato Global Forest Review, l’atlante sulle condizioni delle foreste nel mondo, in cui elogia l’Indonesia indicandola come l’esempio da seguire per i suoi brillanti risultati nella lotta alla deforestazione.
Grazie a un lavoro costante, oggi di ispirazione per il resto del mondo, nel 2020 il paese ha raggiunto i tassi di perdita di foreste più bassi dall’inizio del monitoraggio, per un totale di un calo del 75% anno su anno.
L’Indonesia è un Paese vastissimo, e la metà della superficie delle sue 17.500 isole è attualmente ricoperta da foreste, torbiere, paludi o mangrovie. All’interno di quei luoghi ci sono alcuni animali davvero iconici e unici, che naturalmente dipendono dalle foreste per sopravvivere. Questi includono l’orango a Sumatra, il drago di Komodo, i rinoceronti a Giava, gli storni a Bali, il bufalo nano a Sulawesi e il leopardo nebuloso della Sonda a Kalimantan. L’Indonesia detiene un terzo delle foreste pluviali tropicali del mondo.
Come è stato proteggerli, al di là della moratoria, a fronte di un interesse economico così alto? La politica governativa ha restituito 12 milioni di ettari alla governance indigena, applicando nel contempo le strategie di mitigazione degli incendi boschivi, stabilendo sanzioni maggiori e soprattutto facendo applicare le leggi ambientali. Infine c’è stato anche un notevole sforzo di comunicazione per descrivere l’importanza della protezione degli habitat, ripristinare le foreste rimanenti e ridurre le emissioni in linea con i suoi accordi di Parigi.
“Il calo nella deforestazione mostra che gli sforzi compiuti dal Ministero dell’Ambiente e delle Foreste hanno prodotto risultati significativi”, ha detto a Mongabay Ruandha Agung Suhardiman, direttore generale della pianificazione presso il ministero. “Il loro impatto sulla riduzione della deforestazione è tremendo”.
Questo cambiamento positivo nelle pratiche di forestazione non è stato notato solo dalla gente del posto, ma anche dal governo norvegese. Quasi un decennio dopo aver firmato un accordo che avrebbe risarcito le agenzie governative se avessero potuto ridurre la perdita di foreste, in Indonesia è arrivata la prima rata di una ricompensa di 1 miliardo di euro.






