Un membro della tua famiglia sperpera denaro per il gioco compulsivo? Ecco i segnali
Il gioco d’azzardo può essere un hobby, ma può essere anche una dipendenza con gravi effetti collaterali dal punto di vista psicologico, sociale e finanziario.

In Italia, ogni anno, si stima che più di 1,5 milioni di persone convivano con un profilo di gioco problematico, mentre circa 800 mila cittadini presentano già una dipendenza patologica medio-severa (ludopatia). In questo contesto, è necessario capire quali sono i primi sintomi di una ludopatia, ovvero di una dipendenza dal gioco d’azzardo, sia nei minori che negli adulti.
I primi segnali da notare: tempo e denaro
I primi segnali sono naturalmente quelli legati all’uso eccessivo del digitale. Soprattutto per quanto riguarda i minori, questi sono alcuni segnali preoccupanti:
- schermo nascosto alla vista dei parenti;
- reazioni di forte irritabilità o ansia se interrotti;
- alterazione del ritmo sonno-veglia.
Dato che il gambling è una dipendenza, può fornire dei veri e propri sintomi di astinenza, non dissimili da quelli legati alle sostanze stupefacenti. In un mondo in cui siamo sempre più legati al telefonino, diventa più difficile notare questi segnali o isolarli da comportamenti patologici di altro tipo.
Il secondo segnale a cui fare caso è, ovviamente, di natura finanziaria. Ad esempio: sparizione insolita di piccole somme di denaro, richieste continue di ricariche su carte prepagate (specie nei ragazzi) o giustificazioni fumose sulle spese quotidiane.
Anche stavolta, il problema è legato all’impossibilità di avere tutto sotto controllo: i ragazzi sono sempre più indipendenti, ed è raro che i genitori abbiano accesso ai loro conti bancari o alle loro spese. La sana autonomia si scontra allora con i pericoli che i giovani corrono quando navigano sul web.
Gli adulti
Per quanto riguarda gli adulti, i sintomi più evidenti sono invece costituiti dal chasing (la rincorsa delle perdite: giocare ancora per recuperare i soldi persi).
Subentra una vera e propria doppia vita istituzionale, caratterizzata da bugie sistematiche sul tempo passato fuori casa, reazioni aggressive se si tocca l’argomento denaro e tentativi di minimizzare il problema definendolo un passatempo. Se i giovani nascondono, gli adulti minimizzano. O, almeno, è così che avviene spesso.
| Area di impatto | Campanelli d’allarme nei Minori | Campanelli d’allarme negli Adulti |
| Comportamento | Crollo scolastico, sbalzi d’umore, rabbia se si toglie lo smartphone. | Assenteismo dal lavoro, isolamento sociale, trascuratezza dei doveri familiari. |
| Uso del Denaro | Richieste frequenti di pagamenti digitali o paghette anticipate. | Prelievi ingiustificati, prestiti da amici/parenti, carte di credito svuotate. |
| Giustificazioni | “È solo un videogioco”, “Lo fanno tutti i miei amici”. | “Ho tutto sotto controllo”, “Smetto quando voglio”. |
Cosa fare nell’immediato
Ora, se si ha il forte sospetto che un familiare sia scivolato nella trappola del gioco d’azzardo compulsivo, il tempismo è fondamentale, ma anche l’approccio deve essere quello corretto. Un attacco frontale o una colpevolizzazione aggressiva, ottengono spesso l’effetto opposto: spingono il soggetto a chiudersi nel silenzio e ad affinare le tecniche per nascondere la dipendenza, proprio come avviene per l’abuso di sostanze.
L’obiettivo dev’essere quello del dialogo, per spingere il soggetto dipendente a entrare in contatto con le associazioni di supporto, che sanno come approcciarsi al ludopatico senza creare danni collaterali.







