Un funzionario dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, l’ente che vigila sul gioco in Italia, avrebbe fornito avvisi anticipati delle ispezioni a un presunto giro di skimming sulle slot machine. Il 26 ottobre la polizia di Cosenza ha eseguito misure decise dal tribunale per 15 indagati: due sono finiti ai domiciliari, gli altri 13 affrontano sanzioni che includono l’interdizione dal lavoro nel settore del gioco.
Secondo gli investigatori il sistema ruotava attorno a un distributore e operatore di slot machine con apparecchi installati in diverse sale da gioco della provincia di Cosenza. Il gruppo avrebbe manomesso 145 macchine per nascondere le puntate alle autorità fiscali e incassare ricavi non tassati. La ricostruzione degli inquirenti parla di circuiti nascosti montati dentro gli apparecchi.
Due registri e una sola rete ufficiale
Un blocco di elettronica trasmetteva regolarmente l’attività di gioco alla rete di monitoraggio italiana, un altro annotava in segreto le puntate che non arrivavano mai al fisco. L’obiettivo era evitare il pagamento del PREU, l’imposta sul gioco prevista dalla legge.
Dalle indagini emergono altri passaggi tecnici. Telecomandi wireless servivano a dirottare il gioco sui circuiti non autorizzati, mentre smart card clonate impedivano alle macchine di spegnersi quando venivano staccate dalla rete ufficiale. I sistemi anti-manomissione sarebbero stati aggirati con colla e fascette di plastica.
L’infiltrato e le schede sparite dal deposito
Il funzionario ADM, secondo gli inquirenti, stava sul libro paga dell’organizzazione. Avvisati in anticipo, gli indagati potevano smontare i componenti incriminati e riportare le macchine allo stato legale prima dell’arrivo degli ispettori.
Allo stesso funzionario viene contestato di essersi appropriato di scatole di schede elettroniche già sequestrate come prove e custodite in un deposito governativo. Quei componenti sarebbero stati riconsegnati all’operatore e a un tecnico di fiducia, che hanno cancellato i registri elettronici, azzerato i contatori e rimesso il materiale in circolazione.
Le discrepanze notate dagli analisti di Roma
L’inchiesta è partita dagli uffici ADM della capitale. Gli analisti hanno rilevato anomalie nei dati sulle puntate trasmessi dalle macchine della provincia di Cosenza. Nel novembre 2025 le autorità avevano ordinato il sequestro di oltre 12 milioni di euro, 13,5 milioni di dollari, in beni riconducibili a un operatore di macchine da gioco per presunte imposte non versate.
Il procuratore di Cosenza Vincenzo Capomolla ha riferito il 26 ottobre che l’indagine è ancora in corso.







