Nel 2025 in Calabria la raccolta del gioco d’azzardo ha superato i 6,17 miliardi di euro. Il dato, diffuso dall’Osservatorio Nazionale per il Contrasto al Gioco d’Azzardo e rilanciato dalla Caritas Diocesana di Lungro insieme all’Osservatorio Regionale delle Povertà, colloca la regione ai vertici delle classifiche nazionali per volumi di giocate.
La provincia di Cosenza è l’area dove la raccolta pesa di più. Nella sola città capoluogo il canale fisico vale oltre 61,1 milioni di euro, il telematico 131,1 milioni. La spesa netta persa dai giocatori cosentini supera i 25,2 milioni di euro in un anno.
Comuni sotto i 9.999 abitanti, giocate pro capite alte
Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria Aps, lega il fenomeno ai territori vulnerabili, quelli ad alta incidenza di criminalità organizzata. «Diversi Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni risultano fra i Comuni sotto i 9.999 abitanti con maggiore valore delle giocate pro capite», afferma.
La stessa associazione denuncia che il sistema pubblico «rende difficile» leggere con esattezza ciò che accade nei territori, e che le dimensioni reali del fenomeno restano in parte occultate.
Le richieste: trasparenza e presidi contro la ludopatia
Antonio Belmonte, presidente dell’Osservatorio Povertà Calabria, parte dalle conseguenze sulle famiglie: «Non possiamo permettere che la povertà e la disperazione economica diventino il profitto di pochi sulla pelle dei cittadini. La dignità e il futuro delle nostre comunità valgono molto più di ogni bilancio».
Dal direttivo dell’Osservatorio, Amato Napolillo chiede «un forte sostegno reale alle famiglie» e risorse pubbliche spostate verso welfare e protezione sociale e sanitaria, per arginare «quel vuoto che spinge i cittadini verso il miraggio illusorio dell’azzardo».
L’Osservatorio Regionale delle Povertà parla di profonda preoccupazione e sconcerto davanti ai numeri pubblicati nei giorni scorsi, mentre la Caritas Diocesana di Lungro chiude la sua analisi con una frase netta: «il gioco d’azzardo distrugge economie, famiglie e comunità». Sullo sfondo ci sono nuclei che faticano a coprire le spese primarie, tra carovita, rincari energetici e prezzi alimentari in crescita. Ogni euro perso viene sottratto alla tavola, all’istruzione dei figli, alla salute e al risparmio essenziale.
Le richieste comuni sono trasparenza, riduzione dell’opacità istituzionale, attivazione immediata di presidi territoriali di supporto psicologico e sociale per la ludopatia, monitoraggio serrato nei piccoli comuni e nelle aree esposte alle infiltrazioni e al disagio economico. Per le forze sociali la scelta politica è tra «proteggere gli interessi dell’industria dell’azzardo o proteggere le persone e le comunità».







