Nel 2025 l’attività di contrasto all’evasione dell’imposizione sul settore dei giochi condotta dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha portato a irrogare 2.824 sanzioni e a recuperare 148,8 milioni di euro. È il numero principale della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva allegata al Documento programmatico di finanza pubblica 2026 e presentata al Parlamento.
Vigilanza su 22.931 esercizi, presidio al 24,4%
Sempre per il 2025, il testo riporta che l’Adm ha controllato 22.931 esercizi, con un indice di presidio del territorio del 24,4%. Nello stesso anno il settore dei giochi ha portato all’Erario 11,47 miliardi di euro.
Guardia di Finanza: 379 denunciati e 70 punti clandestini
Il documento dedica un passaggio anche all’attività della Guardia di Finanza. Nel 2025 il Corpo «ha permesso di contestare 1.049 violazioni (a cui corrispondono sanzioni per oltre 4,8 milioni di euro), di denunciare 379 soggetti, di scoprire 70 punti di raccolta scommesse clandestini e di constatare basi imponibili evase, rispettivamente, ai fini dell’imposta unica per 68 milioni di euro e del prelievo erariale unico per 27,8 milioni di euro».
Le due voci restano distinte: le sanzioni e i recuperi dell’Adm riguardano l’imposizione del settore, mentre le contestazioni della Guardia di Finanza riguardano violazioni, soggetti denunciati e basi imponibili evase ai fini dell’imposta unica e del prelievo erariale unico.
Più controlli su frodi e punti di raccolta «misti»
La Relazione annuncia un’agenda più stretta per i prossimi esercizi: «i controlli saranno aumentati anche nel settore doganale, delle accise e dei giochi, con particolare riguardo a quei fenomeni maggiormente pericolosi». Tra questi, si legge nel testo, «le varie forme di frodi nel settore dei giochi e di scommesse illegali, comprese quelle effettuate attraverso punti di raccolta ‘misti’».







