La legge di bilancio 2027, pronta ad approdare alle Camere per l’inizio dell’iter parlamentare, prevede fino a 500 euro annui in più in busta paga per chi ha un reddito imponibile sopra i 50mila euro e riduce gli aumenti delle pensioni più alte. Lo riporta Today.it l’8 novembre 2026.
In breve
- La manovra estende l'aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 55mila euro lordi.
- Il risparmio fiscale va da 50 euro annui per 50.500 euro di reddito a 500 euro per 55mila euro e oltre.
- La rivalutazione delle pensioni al 100% spetta solo agli assegni fino a quattro volte il minimo Inps.
- Per i trattamenti superiori a dieci volte il minimo la rivalutazione è del 32%.
Il vantaggio fiscale arriva dal taglio dell’Irpef sui redditi medi. Attualmente l’aliquota è del 33% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro e del 43% sopra i 50.000 euro. La manovra estende l’aliquota marginale del 33% anche ai redditi fino a 55mila euro lordi, spostando la soglia in avanti di 5mila euro. La parte di reddito eccedente i 28mila euro viene tassata al 33% fino a 55mila euro.
Il risparmio Irpef per fascia di reddito
Il risparmio fiscale va da 50 euro all’anno per un reddito di 50.500 euro a 500 euro per i redditi di 55mila euro e oltre. Secondo Zazoom, il beneficio massimo equivale a poco meno di 42 euro al mese su dodici mensilità. Alcuni esempi di risparmio:
- Reddito 50.500 €: risparmio annuo 50 €, mensile 4,17 €
- Reddito 52.000 €: risparmio annuo 200 €, mensile 16,67 €
- Reddito 54.000 €: risparmio annuo 400 €, mensile 33,33 €
- Reddito 55.000 € e oltre: risparmio annuo 500 €, mensile 41,67 €
| Reddito imponibile | Risparmio annuo | Risparmio mensile (12 mensilità) |
|---|---|---|
| 50.500 € | 50 € | 4,17 € |
| 51.000 € | 100 € | 8,33 € |
| 51.500 € | 150 € | 12,50 € |
| 52.000 € | 200 € | 16,67 € |
| 52.500 € | 250 € | 20,83 € |
| 53.000 € | 300 € | 25,00 € |
| 53.500 € | 350 € | 29,17 € |
| 54.000 € | 400 € | 33,33 € |
| 54.500 € | 450 € | 37,50 € |
| 55.000 € e oltre | 500 € | 41,67 € |
Del taglio beneficiano anche i redditi sopra i 55mila euro, a meno che il governo non introduca una norma per sterilizzare gli aumenti sopra una determinata soglia. Tra i beneficiari ci sono anche i pensionati.
La rivalutazione delle pensioni rivista al ribasso
I pensionati ricevono anche gli aumenti legati all’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Il governo ha rivisto al ribasso le percentuali per gli assegni più alti. La rivalutazione al 100% spetta solo agli assegni pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo Inps (611,85 euro), cioè 2.447,4 euro.
Per i trattamenti fino a cinque volte il minimo (3.059,25 euro) la rivalutazione scende all’85%. È del 53% per gli assegni superiori a cinque volte il minimo e inferiori a sei (fino a 3.671,1 euro), del 47% tra sei e otto volte il minimo (4.894,8 euro), del 37% tra otto e dieci volte (6.118,5 euro) e del 32% sopra dieci volte il minimo.

Chi ha una pensione mensile lorda tra 2.500 e 3.000 euro dovrebbe perdere circa 140 euro lordi all’anno rispetto alla piena rivalutazione. Per gli assegni da 6mila euro lordi l’ammanco è di circa mille euro annui. Le stime si basano su dati d’inflazione non ancora definitivi e possono subire piccole variazioni. Per gli assegni medio-alti la riduzione della rivalutazione viene in parte compensata dal taglio Irpef. Gli importi restano invariati, crescono solo di meno.







