di Michela Dell’Amico
Non solo ambiente e risparmio, l’usato oggi è una scelta trendy, sempre più apprezzata, che vale nel mondo 130 miliardi di dollari. Se fare un regalo “vintage” era considerato un tempo una scelta economica di cattivo gusto, oggi è una scelta ispirata, un segno di sensibilità e impegno per il futuro. Con l’esplosione di Vinted, poi, è la stessa piattaforma per vendere e comprare tra privati che stima il cambio di rotta: una persona su sei quest’anno regalerà usato, o meglio: “preloved”, un oggetto rimesso in circolo dopo il suo primo amore.
Quali sono le app migliori per comprare (e poi eventualmente vendere) i regali di Natale? Per noi al primo posto c’è Shpock, l’unica apprezzabile per il fatto di dar rilevanza al luogo dove l’oggetto si trova. Questo permette – ove possibile – di comprare dai vicini di casa, o comunque preferibilmente nelle vicinanze. E non è un dettaglio. All’estrema praticità e al risparmio di tempo e denaro (si evita per chi vende di organizzare la spedizione) si aggiunge la piena sostenibilità della vendita: si evita (o si riduce fortemente) l’impatto del trasporto. L’applicazione ha i suoi limiti (le notifiche non sono puntuali, le foto all’oggetto sono limitate) ma, al contrario ad esempio dell’illustre Vinted, non c’è alcuna commissione da pagare. Inoltre, mentre Vinted è creato in modo da obbligarci, di fatto, a vendere a prezzi stracciati, con Shpock c’è più libertà d’azione nel determinare i prezzi della nostra merce.
A vantaggio di Vinted c’è che, mentre si carica un articolo da mettere in vendita, il sistema capisce in automatico quali sono le migliori parole chiave per il nostro usato, e questo aiuta a indicizzare gli articoli velocemente. Per stabilire il prezzo, però, l’app ci mostra articoli simili, in modo da farci subito capire a quanto vendono i nostri competitor. Ma la maggior parte dei prodotti è svenduta: “i prezzi di vendita sono stracciati, fattore che ostacola la conclusione di un bell’affare”, concordano anche i colleghi di Marshable. Teniamoci Vinted casomai per comprare, allora, ma ricordiamoci che per sapere dove si trova un oggetto a volte serve addirittura fare una domanda al venditore (folle!) e soprattutto che c’è una commissione da pagare per comprare (una piccola percentuale fissa vicina all’euro, più un 5% del prezzo: non proprio irrilevante se poi ci devo aggiungere anche le spese di spedizione).





