Nel 2015 Silvia Wang fondava, insieme al marito Marco Ogliengo, ProntoPro, la famosa piattaforma digitale che permette ai professionisti di diversi settori di trovare potenziali clienti.
All’epoca l’idea prese corpo durante i preparativi del loro matrimonio, quando si trovavano spesso a discutere delle difficoltà riscontrate nel cercare un professionista che organizzasse la cerimonia.
Quelli di ProntoPro sono stati anni di rinunce e di lavoro intenso, che sono però serviti a Silvia per arrivare a fondare, nel 2021, la sua nuova startup: Serenis, la piattaforma digitale che intende rivoluzionare l’assistenza psicologica in Italia, con l’obiettivo di offrire la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico e di supporto psicologico di qualità a quante più persone possibile.
Come nel caso di ProntoPro, la prima scintilla che ha dato luce al progetto si è accesa per un’esigenza personale, cioè la difficoltà rilevate nello scegliere uno psicoterapeuta nel momento in cui Silvia ha deciso di prendersi cura della propria salute mentale.

Ma la spinta decisiva è arrivata durante la pandemia, quando sempre più persone hanno manifestato il bisogno di un sostegno psicologico, mentre coloro che ne avevano già uno si sono visti costretti a spostare le loro sedute online. Da lì la miccia che ha fatto partire tutto: e se ci fosse un servizio completamente online che guida a scegliere lo psicoterapeuta più adatto alle esigenze di ciascuno?
E così è nata l’idea di Serenis, il cui funzionamento è molto semplice: ogni utente che voglia usufruire del servizio compila un questionario di 10 minuti. Le risposte aiutano il sistema a trovare un match tra paziente e psicologo. Una volta che il paziente ha “matchato” il proprio terapeuta, ha accesso al primo colloquio conoscitivo gratuito di 45 minuti, dopo il quale, se decide di proseguire con la terapia, ogni seduta avrà un costo di 49 euro.
Questo prezzo, si legge sulla piattaforma, permette, da un lato di rendere la terapia più accessibile, considerando che la media di una seduta dal vivo, in Italia, costa il doppio, e dall’altro, di pagare gli psicoterapeuti più di altre piattaforme, assicurando così un’alta qualità del servizio. Un impegno, quest’ultimo, dimostrato dall’adesione al “Manifesto per il supporto psicologico online”, sottoscritto insieme ad altre aziende operanti nel settore, come Minders, Mindwork e TherapyChat. Si tratta di un insieme di linee guida presentate alla Commissione Deontologica del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi, per garantire che anche chi opera in un settore delicato come quello della salute mentale usi in modo responsabile e coscienzioso gli strumenti digitali.
E se non fosse abbastanza, gli psicoterapeuti di Serenis hanno stilato un utile decalogo rivolto a chiunque decida di intraprendere per la prima volta un percorso di terapia: trovare un ambiente confortevole, assicurarsi la propria privacy, essere propensi al cambiamento, ridurre la luminosità dello schermo se da remoto (per non appesantire la vista), trovare una posizione comoda, parlare di pancia, mantenere accesa la speranza e prendersi il proprio tempo. Sono consigli molto simili a quelli che mi sento di dare a chi si accinge a leggere quest’intervista: mettersi comodi e prendersi qualche minuto per scoprire qualcosa in più sulla storia di Serenis.
Che cosa differenzia Serenis dalle altre realtà che offrono servizi di psicoterapia online?
«Serenis è paziente-centrica e si distingue per l’attenzione all’aspetto etico e alla qualità. Tutti noi che ci lavoriamo siamo pazienti e mettiamo la nostra esperienza personale come primo elemento decisionale in tutte le attività che portiamo avanti. È vero che esistono altri servizi che offrono il supporto di uno psicoterapeuta online, ma spesso è il paziente a dover trovare il proprio psicoterapeuta senza molte informazioni, da Serenis siamo noi a farci garanti di tutto il processo. A differenza di tutte le altre piattaforme, infatti, Serenis è un centro medico, selezioniamo con cura gli psicoterapeuti perché siamo responsabili del servizio che offriamo. Non lavoriamo con studenti o specializzandi, ma solo con professionisti che abbiano già concluso il percorso di formazione per diventare psicoterapeuti.
Inoltre, Serenis è una piattaforma integrata dove la detrazione delle fatture e la gestione delle sedute possono essere fatte in autonomia tramite l’app. Vogliamo garantire un livello di qualità e di professionalità del servizio, così che le persone che si approcciano a questo mondo non si ritrovino da sole di fronte a un marasma di informazioni, ma possano trovare in Serenis un punto di riferimento».
Come funziona il processo di selezione degli psicoterapeuti?
«Si tratta di un processo di selezione che viene gestito in maniera molto rigida. Si compone di più step e viene condotto sia da noi che da un ente esterno per garantire l’imparzialità del sistema.
Attualmente abbiamo 400 terapeuti che collaborano con noi».
Come sono stati i feedback ricevuti finora?
«I pazienti sono molto contenti perché hanno trovato in Serenis la comodità di avere un’app e con essa anche la gestione del calendario a portata di click.
Dal canto loro, anche i terapeuti sono molto felici, perché hanno trovato un posto che intende porsi come un faro, che ci tiene a portare chiarezza nel settore della salute mentale e a garantire un servizio di qualità. Insomma, abbiamo ottenuto un riscontro assolutamente positivo da entrambi i lati».
Quali sono i vantaggi per gli psicoterapeuti che scelgono di far parte di Serenis?
«Sanno di essere all’interno di una piattaforma che non li sfrutta, ma che, al contrario, li valorizza.
Inoltre, non si sentono costretti a “vendersi”, ma sanno di essere parte di un servizio che mette al centro la qualità, che spiega ed educa sull’importanza della loro figura e della loro preparazione. Non da ultimo, si sentono tutelati nella loro attività».
Pensi ci siano più vantaggi o svantaggi ad affrontare un percorso di terapia online?
«Ci sono pro e contro. Serenis non nasce per rimpiazzare l’offline, però affrontare un percorso di terapia online fa parte del nostro obiettivo di rendere la terapia più accessibile e disponibile anche a coloro che si sentono in difficoltà a farlo in presenza sia per la questione dello “stigma” che ancora molte persone sentono quando si parla di salute mentale, sia per il tempo che si impiega nel raggiungere fisicamente lo studio dello specialista. Ci sono paesini di 5.000 – 10.000 abitanti dove gli psicoterapeuti mancano del tutto e seguire un percorso online diventa l’unica opzione. Lo stesso vale per gli italiani all’estero. Ci sono moltissime persone che per motivi diversi fanno terapia online, perché l’alternativa è troppo dispendiosa.
Tuttavia, l’online ha anche dei contro. Ci sono delle tecniche che coinvolgono il corpo e che da remoto non si possono fare. Diciamo che online e offline sono due aspetti che devono trovare il modo di convivere, per far sì che ci siano sempre più persone che possano prendersi cura della propria mente».

A proposito di qualità, da dove viene la decisione di sottoscrivere il Manifesto per il supporto psicologico online?
«È un manifesto che abbiamo firmato insieme ad altre piattaforme per assicurarci di fare le cose con serietà. Lo abbiamo ritenuto opportuno in un contesto come quello in cui operiamo, il settore della salute mentale, in cui c’è un surplus di domanda, ma attorno al quale c’è anche molta ignoranza. È un tema nuovo e quindi le persone tendono a non fare differenza tra il termine “psicologo” e “psicoterapeuta”. In molti poi non sanno cosa vuol dire effettivamente fare terapia e questo fa sì che si corra facilmente il rischio di incappare in un servizio di poco valore.
Noi abbiamo firmato il manifesto proprio per darci delle regole e fare le cose in maniera eticamente corretta. È una cosa molto bella ma anche molto impegnativa, perché implica sobbarcarci dei costi in quanto azienda, però ne vale la pena per fare le cose fatte bene».
Sul sito c’è scritto che avete anche un Medical Advisory Board. Di che si tratta?
«È un consiglio di persone e professionisti che credono in quello che facciamo e che ci aiutano come dei consiglieri. Controllano e supervisionano le nostre attività, dai processi di selezione, ai test presenti sulla piattaforma, dalle domande cliniche al funzionamento del nostro algoritmo. Questo perché, quando dico che ci teniamo alla qualità, intendo dire che ci teniamo che siano gli altri a riconoscere la qualità del nostro servizio, compresi gli investitori. I nostri investitori non sono semplicemente dei player che portano un punto di vista finanziario, ma sono persone interessate a come lavoriamo.
Ci teniamo a far vedere che lavoriamo bene anche perché è un’evidenza che nel digitale un po’ si perde. Mentre in un centro fisico puoi osservare da vicino come sono fatte le cose, nel digitale non è così evidente».

Riassumete il vostro metodo in tre parole: scienza, sostegno, qualità. Visto che abbiamo ampiamente parlato di sostegno e qualità, che cosa significa scienza?
«Il nostro metodo si basa molto sui dati ed è molto rigido. Nel selezionare i terapeuti utilizziamo un metodo uguale a quello che porta avanti un qualsiasi ospedale quando deve procedere con le assunzioni, con la differenza che poi continuiamo a controllare la qualità grazie alla mole di dati che abbiamo. Raccogliamo i dati, in forma anonima naturalmente, per permetterci di migliorare. Il fatto di poter essere innovativi non deriva da come si svolgono i nostri processi clinici, ma da come leggiamo i nostri dati. La forza di Serenis sta nell’avere tanti pazienti e tanti terapeuti e, grazie a questo, il nostro algoritmo sa sempre trovare il terapeuta più adatto per ogni paziente».







