L’acqua, la “linfa vitale” dell’umanità, è sempre più a rischio in tutto il mondo a causa dell’eccessivo sviluppo e del consumo “vampirico”.
L’allarme è stato lanciato dall’Onu in un rapporto redatto in occasione della conferenza sull’acqua, che si conclude oggi. Il rapporto evidenzia come la scarsità d’acqua stia peggiorando con il rischio imminente di una crisi globale. “La scarsità d’acqua sta diventando endemica”, si legge nel testo, che rileva come l’uso globale di acqua è aumentato di circa l’1% ogni anno negli ultimi 40 anni e si prevede che manterrà tassi di crescita simili fino al 2050.
Di fronte a questi numeri non si possono più ignorare le implicazioni sociali della crisi idrica.
“Acqua e povertà sono strettamente collegate”, ricorda l’Onu. “Senza acqua non c’è sviluppo e senza sviluppo è impossibile sradicare la povertà”.
Attualmente 2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile e 3,6 miliardi a servizio igienico sanitari sicuri e la situazione non farà che peggiorare con l’intensificarsi degli eventi estremi dovuti al cambiamento climatico, rendendo ancora più urgente un’azione di programmazione su scala globale.
Un’urgenza che alcune delle grandi corporations riunite a New York per la Conferenza dell’Onu sull’acqua, sembrano aver colto.
Oltre 50 delle più grandi corporation del mondo, che operano in oltre 130 Paesi e impiegano 2 milioni di persone, hanno infatti lanciato la Business Leaders’ Open Call for Accelerating Water Action, un appello senza precedenti all’azione delle multinazionali per mettere un freno alla crisi idrica globale e accelerare il raggiungimento dell’obiettivo 6 dell’Agenda di Sviluppo sostenibile dell’Onu: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.
Aderendo all’Open Call for Water Action, le aziende si impegnano a lavorare per costruire la resilienza idrica nelle proprie operazioni globali e catene di approvvigionamento. Si impegnano inoltre a lavorare in modo collaborativo in tutti i settori per ottenere un impatto idrico positivo collettivo in almeno 100 bacini prioritari a rischio idrico entro il 2030. La strategia mira a contribuire alla sicurezza idrica per 3 miliardi di persone e a consentire l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari per più di 300 milioni di persone.
“Abbiamo bisogno di un’azione concertata e collettiva per garantire che ci sia acqua a sufficienza per tutti in un futuro molto prossimo”, ha affermato Sanda Ojiambo, direttore esecutivo e amministratore delegato del Global Compact delle Nazioni Unite. “Le aziende sono i maggiori utilizzatori di acqua al mondo e hanno tutto l’interesse a garantire che le risorse idriche siano gestite in modo responsabile, equo e sostenibile. Ci auguriamo che questa Open Call mobiliti l’azione di cui abbiamo bisogno per garantire che il settore privato diventi un buon custode delle risorse idriche”.
L’insicurezza idrica è una delle sfide più urgenti del 21° secolo, che porta con sé implicazioni umanitarie, ambientali ed economiche. Come ricordano le Nazioni Unite, entro il 2030 è previsto un deficit idrico del 40% e gli ecosistemi che proteggono l’acqua stanno andando incontro a una rapida distruzione.
“L’Open Call sta mobilitando il settore aziendale sull’acqua in un modo nuovo e fondamentale, attraverso una collaborazione radicale”, ha affermato Jason Morrison, presidente del Pacific Institute e capo del CEO Water Mandate. “Riunendo le aziende leader per agire internamente nelle proprie operazioni e catene di approvvigionamento ed esternamente unendo le mani in azioni collettive nei bacini di tutto il mondo, l’Open Call può catalizzare più azioni sull’acqua di quelle che le aziende possono ottenere da sole”.
Le grandi imprese che hanno finora aderito all’Open Call sono: AB InBev, ADM, ANDESS, AQUADAT, Arca Continental, AstraZeneca, Banka BioLoo Limited, Bayer, BIOAZUL SL, Braskem, Cargill, Coca-Cola Europacific Partner, Coca-Cola FEMSA, Colgate-Palmolive, Cristalina Saneamento, Crown Holdings, Inc., Cummins Inc., Danone, Diageo, DOW, DP World, DuPont, Ecolab, Elevate Textiles, Inc., ENGIE, FLSmidth, Gap Inc. , Givaudan, GSK, HCL Technologies Limited, HEINEKEN NV, Inditex, SA, Inter IKEA Group, Johnson Matthey, Kelani Valley Plantations PLC, Kemira Oyj, KLT Filtration Ltd., Mahindra Group, MGM Resorts International, Microsoft, Nazava Water Filters, Netafim , Orbia, Penta Falcon, PJSC PhosAgro, Recogida General De Residuos y Aguas SL, Reckitt, Solenis LLC, Starbucks, The Coca-Cola Company,The Crescent Textile Mills Limited, Veolia, VIATRIS e Xylem.







