• Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • Contatti
Connexion
TheMapReport
Advertisement
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti
No Result
Vedi tutti i risultati
TheMapReport
No Result
Vedi tutti i risultati
Pagina iniziale Economia Circolare

GreenItaly 2023: l’Italia si riconferma regina europea di economia circolare

Redazione TheMapReport di Redazione TheMapReport
Novembre 3, 2023
in Economia Circolare
0
Garbage recycling plant

Con un avvio a riciclo sulla totalità dei rifiuti – urbani e speciali – del 83,4% (2022), l’Italia si riconferma leader europea nell’economia circolare. La conferma arriva dal Rapporto GreenItaly, giunto alla quattordicesima edizione e realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il nuovo rapporto, “Un’economia a misura d’uomo contro le crisi”, evidenzia che il nostro tasso di riciclo è superiore di oltre 30 punti alla media UE (52,6%) e ben superiore a tutti gli altri grandi Paesi europei, come Francia (64,4%), Germania (70%), Spagna (59,8%). L’Italia è anche uno dei pochi Paesi europei che dal 2010 al 2020 – nonostante un tasso di riciclo già elevato – ha comunque migliorato le sue prestazioni (+10 punti percentuali, contro una media UE di 6 punti percentuali).
Nel biennio 2020-2021 si è inoltre verificato un inatteso consolidamento della capacità di riciclo industriale dell’Italia – specialmente nel comparto cartario – che ha visto in tutti i settori incrementare, anche in maniera importante, la quota di materie seconde impiegate. Un significativo risultato per la transizione ecologica e lo sviluppo di un’economia sempre più circolare.
Sempre in tema di economia circolare, va ricordato che l’Italia nel 2022 ha approvato la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, che definisce i seguenti obiettivi: 1) favorire il mercato delle materie prime secondarie; 2) estendere la responsabilità dei produttori e dei consumatori; 3) diffondere pratiche di condivisione e il principio del “prodotto come servizio”; 4) definire una roadmap di azioni e obiettivi fino al 2040.
La strategia comprende interventi pensati per l’intera filiera, considerando sia il lato della produzione che quello del consumo dei beni, nonché l’implementazione di piani di monitoraggio per misurare le performance di imprese (soprattutto PMI), aree industriali e filiere produttive, città e territori, cittadini-consumatori, eco-design, blue economy, bioeconomia e materie prime critiche. La strategia fa parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con uno stanziamento specifico di 2,1 miliardi di euro per migliorare la gestione dei rifiuti e l’economia circolare attraverso un pacchetto di investimenti e riforme, tra cui, appunto, l’adozione della Strategia nazionale per l’economia circolare e del Piano nazionale di gestione dei rifiuti.

Nel quinquennio 2018-2022 – si legge nel nuovo rapporto – sono state 510.830 le imprese che hanno effettuato eco-investimenti pari al 35,1% del totale ovvero più di 1 su 3.
Sotto il profilo dell’occupazione, alla fine dello scorso anno le figure professionali legate alla green economy rappresentavano il 13,9% degli occupati totali, 3.222 mila unità. Nel 2022 i contratti attivati di queste figure sono stati pari a 1.816.120, il 35,1% dei contratti totali previsti nell’anno (circa 5,2 milioni), con un incremento di 215.660 unità rispetto alla precedente rilevazione.
Tra le aree aziendali più interessate sul totale delle attivazioni troviamo le aree progettazione e sviluppo (incidenza 87%), logistica (81,7%) e marketing e comunicazione (79,2%). Guardando in maniera allargata alla richiesta di competenze e cultura green, nel 2022 – su un totale di quasi 5,2 milioni di contratti previste nel mercato del lavoro – questa conoscenza è stata ritenuta necessaria nell’81,1% dei casi, per circa 4,2 milioni di contratti.
A livello territoriale, il Nord-Ovest si conferma l’area con il maggior numero di attivazioni green programmate, 598.250 unità nel 2022, segnando un +13,5% rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita più significativo si registra al Centro, +15,9% tra il 2021 ed il 2022 (323.590 nuovi contratti green a fine periodo), mentre cresce meno della media nazionale il Mezzogiorno, +11,2% (453.620 contratti green). A chiudere il quadro il Nord-Est che nel 2022 fa registrare un +14,1% rispetto al 2021 (440.660 attivazioni). In termini di incidenza delle attivazioni programmate di green jobs sul totale delle assunzioni attese nel 2022 per macro-area, il Nord-Ovest è ancora una volta leader con il 39,2%, seguito dal Nord-Est (35,4%), entrambi con valori superiori alla media nazionale (35,1%). Al di sotto della media nazionale, invece, il Centro con il 31,7% di contratti green sul totale macro-area (è aumentata di ben 1,2 punti percentuali rispetto al 2021), ed il Sud e Isole con un’incidenza sostanzialmente identica a quella dello scorso anno (32,7% nel 2022 contro il 32,8% del 2021).
A livello regionale la Lombardia continua a contraddistinguersi come la regione più dinamica, con 421.170 nuovi contratti green jobs attesi nel 2022 (in crescita del 14,7% rispetto al 2021), primato che possiede non soltanto in termini assoluti ma anche relativi (l’incidenza dei green jobs sul totale delle attivazioni previste nella regione è del 40,8%). Nelle prime quattro regioni per numero di attivazioni green jobs (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio) è concentrato il 51,9% dei nuovi contratti. Rispetto al 2021, la crescita dei contratti green jobs è stata poco uniforme, accentuando le differenze regionali già esistenti. Infatti – considerando un intervallo di +/- cinque punti percentuali rispetto alla media nazionale (+13,5%) – si registra una crescita oltre l’intervallo in Emilia-Romagna (+20,1%) e Marche (+19,1%), ed inferiore all’intervallo in Abruzzo (+8,5%), Puglia (+7,3%), Trentino-Alto Adige (+6,6%), Basilicata (+6,3%), Liguria (+5,2%), Friuli-Venezia Giulia (+3,2%), Molise (+1,6%) e Valle d’Aosta (unica a far registrare una contrazione, -1,3%).
A livello provinciale, Milano segna anche nel 2022 il maggior numero di attivazioni green (186.360 contratti attesi, pari al 10,3% del totale dei contratti green jobs su scala nazionale ed al 41% del totale delle attivazioni previste nella provincia). In particolare, nelle province di Milano, Roma, Napoli e Torino è concentrato circa un quarto (24,9%) del totale delle nuove attivazioni green attese nel 2022. In termini di incidenza dei nuovi contratti green jobs sul totale dei nuovi contratti della provincia, i valori più elevati si registrano nelle province di Piacenza (52,2%), Caltanissetta (48,5%), Lodi (46,4%) e Frosinone (45,2%).

“Sul tentativo di negare o sminuire la portata della crisi climatica, Papa Francesco, con l’esortazione apostolica Laudate Deum, ha detto parole chiare in vista della COP28 di Dubai. Una crisi – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – legata a doppio filo a dinamiche ambientali, economiche, sociali. Non possiamo permetterci le incertezze con cui procede l’attuazione dell’Agenda 2030. Anche in alcune politiche del nostro Paese. Pensiamo al ritardo sulle energie rinnovabili. Sono 510 mila le imprese italiane che negli ultimi cinque anni hanno investito sulla green economy e sono 3,2 milioni i greenjobs. Accelerare gli investimenti nella transizione verde e nelle energie rinnovabili aumenta la stabilità finanziaria come dimostrano gli studi della BCE e della Banca D’Italia, dà forza al made in Italy, riduce i costi a medio termine per famiglie e imprese, rafforza la nostra indipendenza energetica. Siamo una superpotenza europea dell’economia circolare e questo ci rende più competitivi e capaci di futuro. Nel rapporto GreenItaly si legge un’Italia che va verso un’economia più a misura d’uomo che punta sulla sostenibilità, sull’innovazione, sulle comunità e sui territori”.

“GreenItaly, con i suoi numeri e le sue storie d’impresa – commenta Andrea Prete, presidente Unioncamere – pone in chiara evidenza l’impegno del sistema produttivo italiano nella transizione verde. Grazie a un trend di investimenti aziendali nella direzione della sostenibilità ambientale che non si è arrestato neanche nei periodi di maggiori difficoltà – come quelli legati alla crisi pandemica e ai conflitti mondiali – da anni siamo infatti tra i paesi eco leader in Europa. Non sempre però le nostre imprese sono messe nelle condizioni di operare al loro meglio. È il caso del tema delle energie rinnovabili, fondamentali per una riduzione delle importazioni di energia del nostro Paese e per una stabilizzazione dei prezzi, la cui crescita è spesso rallentata da ostacoli burocratici: nel 2022 è stata installata una potenza da fonti rinnovabili pari a 3 GW, contro gli 11 della Germania e i 6 della Spagna, un dato lontano dal target di circa 8-9 GW all’anno da installare entro il 2030”.

CondividiTweet
Articolo precedente Nel mondo una persona su quattro si sente sola. L’indagine di Meta-Gallup Articolo successivo Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza: diritti dei bambini mai così a rischio
Redazione TheMapReport

Redazione TheMapReport

La redazione del quotidiano italiano TheMapReport è attiva dal 2019 e opera nel rispetto dei principi di veridicità, accuratezza, indipendenza e responsabilità sociale. TheMapReport si avvale di diversi giornalisti interni e di numerosi collaboratori esterni.

Correlato Messaggi

Incendio in un'azienda di rottami metallici a Pontedera, nube visibile in tutta la Valdera
Ambiente
Incendio in un’azienda di rottami metallici a Pontedera, nube visibile in tutta la Valdera
Ottobre 27, 2026
ReMade incassa il via libera dall'Europa: cosa cambia per la certificazione del riciclato
CSR
ReMade incassa il via libera dall’Europa: cosa cambia per la certificazione del riciclato
Agosto 22, 2026
Riparare conviene (e finalmente lo dice anche la legge): la scossa della Direttiva UE 2024/1799
Economia Circolare
Riparare conviene (e finalmente lo dice anche la legge): la scossa della Direttiva UE 2024/1799
Agosto 20, 2026
Economia UE secondo trimestre: chi cresce e chi resta al palo
Economia Circolare
Economia UE secondo trimestre: chi cresce e chi resta al palo
Agosto 4, 2026
Earth Overshoot Day, l’umanità che consuma troppo
Ambiente
Earth Overshoot Day, l’umanità che consuma troppo
Luglio 29, 2026
BitMEX, a settembre chiude lo storico exchange
Economia Circolare
BitMEX, a settembre chiude lo storico exchange
Luglio 27, 2026
Articolo successivo
Little boy with broken shoes as a symbol of child poverty
Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza: diritti dei bambini mai così a rischio
0 0 voti
Article Rating
Iscriviti
Accedi
Notificami
guest
guest
0 Comments
Vecchi
Più recenti Le più votate
Themapreport logo
Registrazione Tribunale di Milano Num. R.G. 15084/2019 Num. Reg. Stampa 247 del 21/11/2019
  • Media Trade Company Srl
  • Via Pirelli, 9 20124 Milano
  • +39 800 128 454

REDAZIONE

  • Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • Contatti

Articoli recenti

  • Grand 1XREIGN, Round 4 il 29 ottobre e finale a Roma il 3 novembre: Top 6 ancora aperta
  • Eni firma i contratti per Cronos: gas da Cipro dal primo semestre 2028
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Academy
  • Chi Siamo
  • TheMapReport: principi editoriali
  • Contatti

© Copyright Privacy Policy - Cookie Policy | TheMapReport

No Result
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Ambiente
  • Diritti
  • Economia Circolare
  • Blog
    • Giochi
    • Mobilità
    • Innovazione
    • Food
    • Energia
    • Cultura
    • CSR
  • Chi Siamo
  • Contatti

© Copyright Privacy Policy - Cookie Policy | TheMapReport

wpDiscuz