BitMEX, la piattaforma di servizi digitali fondata da Arthur Hayes, famosa per i contratti perpetui crypto, chiude definitivamente. Uno degli exchange storici e più conosciuti al mondo cesserà la propria attività il prossimo 23 settembre.
La nascita di un gigante e l’invenzione dei contratti perpetui
BitMEX, fondata nel 2014 da Arthur Hayes, Ben Delo e Samuel Reed, ha rivoluzionato la finanza digitale con l’introduzione dei perpetual swaps (contratti perpetui) grazie ai quali i trader potevano speculare sul prezzo del Bitcoin con una leva finanziaria senza precedenti, fino a 100x: un’innovazione che ha trasformato BitMEX nel principale exchange di derivati a livello mondiale.
Le accuse e il declino
Nel 2020 il governo USA ha accusato BitMEX e i suoi fondatori di aver violato il Bank Secrecy Act e di non aver adottato procedure antiriciclaggio e di verifica dell’identità (KYC). A seguito di queste accuse, Arthur Hayes e gli altri cofondatori si sono dimessi dalle cariche esecutive. La vicenda legale si è conclusa con patteggiamenti e pene milionarie e l’immagine dell’exchange ne è uscita pesantemente indebolita. Nel frattempo, sono emerse piattaforme come Binance, Bybit e OKX che hanno replicato il modello di successo di BitMEX e anzi migliorandolo in termini di compliance e di offerta di criptovalute. BitMEX è stata schiacciata da questa concorrenza e ha finito per perdere progressivamente quote di mercato.
Nel 2025 i fondatori e i vertici societari avevano provato a vendere la loro creatura ma senza alcun risultato concreto. I volumi commerciali di BitMEX non sono da tempo più in grado di coprire i costi. Da qui la decisione di chiudere per sempre i battenti.







