Nel 2026 sono state molte le novità nell’ottica calcistica in Italia. Prima fra tutte, forse, la tremenda squalifica ai mondiali.

Le novità riguardano anche la Serie A e il mondo del calcio tutto italiano, a partire dal consolidamento del ciclo di diritti assegnati a DAZN e Sky fino al 2029.
Nel corso di questo articolo parleremo dei diritti TV, della nuova generazione di spettatori e delle nuove prospettive sul mercato.
Diritti TV: il consolidamento e la guerra dei prezzi
Tra le novità più discusse tra gli spettatori compare sicuramente la frammentazione estrema delle offerte, che rende sempre più difficile fruire dello sport comodamente dal divano.
Oggi, il problema non riguarda solo quale dei due giganti scegliere (DAZN o Sky), perché DAZN ha l’esclusiva di 7 partite e la co-esclusiva di 3; Sky ha le altre 3 e tutte le coppe europee (Champions, Europa e Conference League). Il problema è che i grandi tifosi si trovano costretti a pagare due abbonamenti, dai prezzi in continuo aumento!
| Abbonamento | Cosa include | Prezzo Medio (Mensile) |
| DAZN Standard | Tutta la Serie A (10 match) + Sport vari | 44,99 € |
| DAZN MyClubPass | Solo le partite di 1 squadra (escluse esclusive Sky) | 29,99 € |
| Sky Calcio + NOW | 3 match Serie A + Champions & Coppe Europee | 24,90 € |
| Pacchetto “Full” | Serie A totale + Coppe (Doppio abbonamento) | ~70,00 € |
Una delle iniziative per rispondere a questo malcontento è stata proprio di DAZN: il debutto di pacchetti come il MyClubPass, che permette di abbattere i costi seguendo solo la propria squadra del cuore. Molti la trovano un’offerta ridicola: siamo i soli in Europa a pagare cifre così alte per fruire della lega nazionale.
Allo stesso tempo, abbiamo assistito alla maxi-causa da 1,9 miliardi di euro intentata da Sky contro TIM e DAZN, accusati di monopolizzare l’offerta. Sky, da parte sua, spinge molto sulla qualità dell’offerta (4K e 4 big match a giornata), ma anche in questa ottica molti tifosi trovano i costi di listino eccessivi.
La nuova generazione: dal divano allo smartphone
Un argomento meno delicato è quello che riguarda la nuova generazione di spettatori, ossia quegli appassionati che arrivano dalla Gen Z. Si tratta di tifosi nuovi nel senso che stanno a poco a poco abbandonando i novanta minuti, per fruire di snack social sui momenti più importanti delle gare.
La Serie A lo ha capito, potenziando la distribuzione di contenuti: micro-highlights di 30 secondi su TikTok e Instagram subito dopo il gol. Se questo meccanismo possa essere legato all’estrema frammentazione dell’offerta televisiva, lo lasciamo decidere al lettore.
Una curiosa contraddizione: mentre il mercato televisivo collassa, gli stadi italiani non sono mai stati così pieni. La ragione è evidente: perché pagare cifre astronomiche per vedere una partita dal divano quando si può andare allo stadio?
Il rischio sempre più presente è quello della pirateria. Ma, forse, la vera sfida del 2026 non si combatte solo nei tribunali.
Se il sistema non trova un equilibrio tra la necessità di far quadrare i conti dei club e il diritto del tifoso a un intrattenimento accessibile, il rischio è lo scollamento definitivo tra chi guarda e chi gioca, o, meglio, tra il tifoso e il dirigente sportivo.






