Le regole del calcio stanno cambiando. No, non parliamo delle regole che scrivono i 90 minuti nel campo da gioco, ma delle regole con cui i club si muovono nell’universo commerciale che nasce e cresce attorno al sistema calcio.

Prima di tutto, per un club calcistico il servizio (cioè il il biglietto per la partita) è diventato marginale. Basti pensare che copre spesso meno del 20-30% dei ricavi totali di una squadra. Nel corso dell’articolo, capiremo in che modo i club riescono a ottenere ricavi alternativi di natura commerciale.
Parola d’ordine: diversificazione
I club non fanno solo calcio. Gran parte delle entrate per le squadre di Serie A, ad esempio, derivano da attività alternative: sponsor, social-media, musei del club, store, ristorazione di lusso e palchi aziendali.
Per molti tifosi, si tratta di un problema che affonda nelle radici stesse del calcio: un sistema che, spesso, preferisce il guadagno allo spettacolo, il ricavo alla disciplina.
Prendiamo come esempio l’Inter. Il club che, più di tutti, è diventato negli ultimi anni un caso studio di come un brand calcistico possa trasformarsi in un vero e proprio polo di intrattenimento. La strategia commerciale nerazzurra ha puntato tutto sulla trasformazione della percezione del brand portandolo fuori dal recinto di San Siro.
Come?
Pensiamo allo store fisico, con il nuovo Inter Store da poco aperto in centro a Milano. Non è un semplice punto vendita di sciarpe e maglie (non solo!), ma una flagship store, cioè una vetrina, capace di competere con i grandi marchi della moda milanese.
Aggiungiamo la cura maniacale per il settore dell’hospitality e l’esistenza delle cosiddette aree premium. I palchi aziendali e le zone VIP sono vere e proprie lounge dove si chiudono affari e si fa networking. Ecco che lo stadio si trasforma: da arena sportiva in salotto d’affari in cui il calcio è il filo conduttore, ma non certo l’unico servizio offerto!
Sistema necessario o sistema basato solo sul guadagno?
La domanda che molti si fanno: “Perché i club che vivono di calcio non possono orientarsi esclusivamente allo sport?”. La risposta non può che essere generica, dato che in questo sistema le spese di gestione, i costi di manutenzione, etc. sono di gran lunga più complessi di quello che un profano potrebbe credere.
Ci sono, per esempio, i costi legati alla gestione energetica e alla manutenzione di strutture che, in Italia, pagano il peso degli anni.
Uno stadio, in fondo, è anche un enorme complesso che deve essere illuminato, riscaldato, sanificato e messo in sicurezza ogni singolo giorno, non soltanto nei 90 minuti della partita domenicale! E i costi sono sempre più alti anche per i grandi club…
Costretti, quindi, a ricorrere a strategie di guadagno alternative che fanno storcere il naso a un buon numero di tifosi.







