Il settore eolico offshore in Italia sta vivendo una fase di profonda espansione. Sono infatti oltre 90 i progetti proposti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per una capacità complessiva che supera i 74 GW. Poiché i fondali marini italiani sono molto profondi, la quasi totalità delle nuove proposte si basa sulla tecnologia floating (galleggiante).
I progetti più importanti e avanzati sul territorio sono:
- Med Wind (Sicilia): Sviluppato da Renexia, è uno dei progetti più grandi nel Mediterraneo. Prevede l’installazione di oltre 190 turbine galleggianti al largo delle coste trapanesi, per una capacità complessiva di circa 2,8 GW, del tutto invisibili dalla costa.
- Progetti AGNES (Emilia Romagna e Abruzzo): Due grandi parchi eolici offshore galleggianti proposti in Adriatico. L’impianto a largo di Ravenna prevede una capacità di circa 700 MW, mentre quello tra Pescara e Ortona punta a ulteriori 1,76 GW, per un totale di quasi 2,5 GW di energia pulita.
- Mistral ed Enotria (Sardegna): Sviluppati da Acciona Energía, sono due grandi impianti galleggianti pianificati nel Mar di Sardegna (al largo di Oristano, Alghero e la costa meridionale), capaci di produrre ciascuno centinaia di Megawatt sfruttando i forti venti del canale.
- Puglia e Calabria: Vi sono diverse iniziative rilevanti, come il parco Lupiae Maris (Golfo di Taranto e costa leccese, 525 MW) e Rospo Offshore (Golfo di Vasto, 1 GW).
L’iter autorizzativo prevede severe Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA), e alcuni dei primi progetti ad aver superato questa fase si trovano al largo di Ravenna, Rimini, Trapani e Barletta.
L’unico impianto offshore attivo in Italia oggi è quello di Taranto. Inaugurato nel 2022, il parco Beleolico conta 10 turbine che generano 30 MW sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 60.000 persone.







