Si avvicina l’adozione dell’euro digitale dopo il via libera dato dalla Commissione per gli Affari economici del Parlamento europeo.
Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha dichiarato:
“Dal punto di vista tecnico noi siamo pronti e stiamo procedendo nella costruzione dell’infrastruttura.”
Quello che manca è il passaggio alla plenaria del Parlamento europeo e la redazione del testo finale del regolamento. Per quanto riguarda i tempi tecnici, secondo Cipollone: “Ci aspettiamo che la legislazione possa essere definita entro la fine dell’anno.”
C’è però già una tempistica stabilita: nel 2027 verrà avviata la sperimentazione che proseguirà nel 2028 per arrivare al lancio definitivo da parte della BCE nel 2029.
Che cos’è l’euro digitale?
Il successo delle criptovalute, il cui market cap è arrivato a superare i tre trilioni di dollari, con Bitcoin arrivato al quinto posto tra gli asset a maggiore capitalizzazione nel mondo superando colossi come Alphabet (Google), Amazon o materie prime come l’argento, ha spinto l’Europa a studiare una propria moneta digitale.
L’euro digitale però non sarà una criptovaluta, ma una moneta elettronica emessa dalla Banca centrale europea (BCE) per affiancare il contante.
Potrà essere speso in tutta l’area UE e avrà un livello di riservatezza pari a quello del contante poiché nessun dato personale di pagamento sarà visibile dalla BCE.
I pagamenti e i trasferimenti tra privati saranno gratuiti. L’euro digitale verrà utilizzato tramite smartphone o wallet elettronico fornito da un provider o da una banca. Se la banca fallisce, l’utente non perde il proprio denaro perché questo non verrebbe depositato presso quella banca ma sarebbe una forma di denaro emessa direttamente dalla BCE.
I trasferimenti di denaro potranno avvenire tra diversi dispositivi anche offline, senza Internet.
Non sarà possibile trasferire tutti i propri soldi dal conto bancario tradizionale al nuovo wallet perché verranno previsti dei limiti che impediscono alle banche di implodere.
Gli altri Paesi
I Paesi europei non sono i primi a sviluppare questa nuova forma di pagamento digitale. La Cina è già in una fase avanzata di sperimentazione dello yuan digitale. Anche India, Russia e Brasile hanno avviato test per le rispettive monete digitali.
Altri Paesi ad aver già lanciato la Central Bank Digital Currency (CBDC) sono le Bahamas, il primo Paese in assoluto che nel 2020 ha lanciato il Sand Dollar.
È stata poi la volta della Giamaica con il JAM-DEX e della Nigeria con l’e-Naira.
Da ricordare, infine, i casi di El Salvador e della Repubblica Centrafricana, i primi due Stati al mondo che avevano adottato Bitcoin come valuta a corso legale. In entrambi i casi, però, quegli esperimenti sono falliti e le relative legislazioni sono state abrogate.







